Call for Papers

FAScinA 2020_re_CFP

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2020 Università di Sassari
Sassari, 8-10 ottobre 2020

Le sperimentali: tra cinema, videoarte e nuovi media A cura di Lucia Cardone, Elena Marcheschi, Giulia Simi

AGGIORNAMENTO

In questa situazione di forte incertezza dovuta all’emergenza sanitaria in atto, abbiamo comunque deciso di mantenere le date originariamente pensate per lo svolgimento del Forum. Stiamo al momento tentando di mettere a punto soluzioni creative in alternativa alla partecipazione in presenza. Per questo vi chiediamo di inviarci le vostre proposte con il consueto entusiasmo e di essere insieme a noi in questo momento difficile, che sfida le capacità di invenzione di tutte noi. Attendiamo dunque le vostre proposte, poiché, sebbene in una forma differente e in un certo senso sperimentale come le cineaste e le artiste che abbiamo scelto di indagare quest’anno,

FAScinA 2020 si farà!

Il cinema sperimentale, così come la videoarte e l’arte dei nuovi media, sono da sempre linguaggi in cui ampia e significativa è la presenza delle donne. È stata la Feminist Film Theory (Mulvey, 1978; De Lauretis, 1984; Silverman, 1988; Creed, 1993; Pravadelli, 2018) a farci comprendere con chiarezza che le pratiche audiovisive sperimentali hanno rappresentato tradizionalmente uno spazio privilegiato dell’agire femminile che, nell’assenza delle costrizioni economiche e censorie tipiche dell’industria cinematografica (Deren, 1959), ha trovato maggiore libertà di ricerca e di produzione. È infatti nel circuito indipendente e sperimentale, nei luoghi porosi dell’incontro con gli spazi e le pratiche dell’arte, che le donne sono riuscite a spostare i confini dell’(auto)rappresentazione e costruire un laboratorio attivo dove poter sperimentare, fare esperienza, di nuove soggettività in divenire.

Tuttavia, se recenti ricerche all’incrocio tra Women’s Studies e Film Studies hanno fatto emergere, progressivamente, la densità e la specificità del ruolo delle donne nell’industria cinematografica, più complessa è l’analisi della produzione sperimentale, che resta ancora poco esplorata e in attesa di essere ritracciata e ridefinita in una più ampia prospettiva storico-teorica. In che modo le opere delle donne hanno contribuito alla storia e ai linguaggi della sperimentazione audiovisiva? Quali fili hanno saputo intrecciare con le altre arti? Quali con il pensiero e le pratiche della militanza femminista? In che modo queste sperimentazioni hanno precorso o ispirato le nuove forme della performatività del genere (Butler, 1988)?

Negli ultimi quindici anni alcuni importanti studi hanno concentrato l’attenzione sulla presenza delle donne nel cinema indipendente e d’avanguardia, nella videoarte, nelle opere di cinema espanso ed esposto: l’analisi di alcune figure chiave, a partire da Maya Deren, unita a studi di più ampio raggio, in particolare sulla scena americana, hanno posto i primi ma importanti tasselli nella costruzione di una cartografia che appare variegata e complessa. Nel contesto italiano, gli ultimi anni sono stati occasione di studio e riscoperta di opere filmiche spesso poco esplorate o dimenticate, come quelle di Marinella Pirelli, Laura Grisi, Annabella Miscuglio, Valentina Berardinone. Contemporaneamente, la progressiva diffusione dei media audiovisivi negli spazi dell’arte ha permesso ad alcune artiste (tra le molte: Marina Abramovic, Sophie Calle, Grazia Toderi, Rosa Barba, Tacita Dean, Pipilotti Rist, Mona Hatoum, Fiona Tan, Tracey Moffat) di affermarsi nei più importanti circuiti espositivi internazionali, come biennali e musei, rendendo sempre più urgente un’analisi della relazione tra donne e produzione sperimentale.

FAScinA 2020 intende promuovere una più ampia riflessione sul tema, condotta attraverso una prospettiva interdisciplinare e transnazionale, che sia capace di dar conto dell’eterogeneità dei temi e dei linguaggi di questa produzione. Saranno quindi accolte proposte che riguardino principalmente, ma non solo:

  • L’intreccio tra militanza femminista e pratiche sperimentali, in ambito italiano e internazionale;
  • Il dialogo tra il cinema e le arti (film d’artista, cinema espanso, installazioni, ambienti);
  • Il ruolo delle donne all’interno del cinema d’animazione;
  • L’influenza del cinema sperimentale delle donne sulle forme e i linguaggi dell’industria cinematografica;
  • La riscoperta di opere inedite o filmmaker a lungo confinate ai margini della memoria e riportate alla luce tramite ricerche d’archivio;
  • La costruzione del genere e delle identità sessuali in relazione all’etnicità e alla classe sociale in una prospettiva femminista, postcoloniale e intersezionale all’interno delle pratiche sperimentali;
  • Il modo in cui le cineaste hanno reimpiegato e risemantizzato gli immaginari, i materiali e gli strumenti legati al lavoro femminile e ai luoghi tradizionalmente deputati alla presenza delle donne, come ad esempio il ricamo, i tessuti, gli attrezzi da cucina, ecc.;
  • La relazione tra la scrittura del sé (appunti, diari, autobiografie) e il cosiddetto First-Person Cinema;
  • L’uso creativo del documentario per raccontare la storia e gli immaginari delle donne;
  • Le forme di agency femminile costruite dalle giovani generazioni attraverso i linguaggi postmediali e le produzioni audiovisive dal basso (GIF animate, video distribuiti su piattaforme web o app per smartphone).

Le interessate possono inviare una proposta di intervento – titolo, abstract (max 1.000 caratteri), curriculum vitae – a: fascina.forum@gmail.com, elena.marcheschi@gmail.com, giuliasimi@gmail.com entro il 15 Giugno 2020.

L’accettazione delle proposte verrà comunicata entro il 15 Luglio 2020.

Come avvenuto anche nelle precedenti edizioni, alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max. 8 immagini 300 dpi), per la pubblicazione sulla rivista Arabeschi, all’interno della sezione permanente Smarginature (inaugurata in occasione del Forum 2017). La deadline per la consegna di questi materiali è fissata per il 1 Settembre 2020.

La lingua del Forum è l’italiano.

Comunicato stampa – Ritratti in Sardegna. Anna Magnani sogna(t)trice

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La collaborazione tra la designer Paola Cassano, creatrice del marchio Le sognatrici, e la cattedra di Storia del Cinema dell’Università degli Studi di Sassari si rafforza attraverso la giornata di studi Ritratti in Sardegna. Anna Magnani sogna(t)trice”. 

L’evento si terrà il 16 dicembre alle 17 presso il cinema Cityplex Moderno. 

In questa occasione l’artista Paola Cassano presenterà una nuova stampa di Le sognatrici dedicata ad Anna Magnani. La stampa è stata realizzata per l’ultima edizione del forum FAScinA (Forum Annuale di Studiose di Cinema e Audiovisivi) nell’ambito del progetto “Ritratti di Sardegna”, sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. 

Il ritratto di Anna Magnani è il primo di un progetto di collaborazione che ambisce a creare una nuova linea di Le sognatrici interamente dedicata alle attrici italiane.

Alla giornata di studi (organizzata dalla cattedra di Storia del Cinema in collaborazione con Società Umanitaria di Alghero) parteciperanno alcune studiose, attive nel campo delle discipline cinematografiche e degli studi di genere, provenienti da diversi atenei italiani, che terranno dei brevi interventi su Anna Magnani: Lucia Cardone (Università di Sassari), Giulia Carluccio (Università di Torino), Maria Paola Pierini (Università di Torino), Chiara Tognolotti (Università di Pisa) e Stefania Rimini (Università di Catania).

Durante l’evento sarà inoltre presentato il trailer di Gabriella Rosaleva. Regista del passato-futuro, documentario sulla regista Gabriella Rosaleva, realizzato all’interno del laboratorio Offi_cine del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, nell’ambito del progetto “Ritratti di Sardegna”. Luisa Cutzu, la regista del documentario, introdurrà il trailer insieme a Gabriella Rosaleva.

A seguire, verrà proiettato il film Bellissima di Luchino Visconti.

L’evento è gratuito e aperto a tutte le cittadine e i cittadini.

Ritratti in Sardegna. Anna Magnani sognat(t)rice è una iniziativa del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, organizzata in collaborazione con Società Umanitaria di Alghero e con il sostegno della RAS, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

FAScinA 2019_programma completo

DIVAGRAFIE
Ovvero delle attrici che scrivono

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi FAScinA 2019

a cura di
Lucia Cardone, Anna Masecchia, Maria Rizzarelli

 

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Università di Sassari 17-19 ottobre 2019
Sala Ex Biblioteca Universitaria Piazza Università, 21 Sassari

 

GIOVEDÌ 17 OTTOBRE

15:00-15:30
Saluti istituzionali e apertura dei lavori

Intervengono:
Il Magnifico Rettore Massimo Carpinelli Patrizia Patrizi, Presidente del CUG di Ateneo

Apre i lavori: Carla Bassu (Università di Sassari)

 

15:30-16:30 || Panel I. Cosa scrivono le stelle

Le scritture delle attrici di teatro. Appunti per un panorama
Laura Mariani (Università di Bologna)

Straniera in terra straniera. La controversa storia di Marcella Albani, attrice, scrittrice e giornalista nel Ventennio
Micaela Veronesi (Studiosa indipendente)

Una diva fragrante. Sophia Loren tra autobiografia e ricette di cucina
Chiara Tognolotti (Università di Pisa)

Coordina: Lucia Cardone (Università di Sassari)

16:30-17:00 Discussione

17:00-17:30
Presentazione del progetto Ritratti di Sardegna
Interventi di Luisa Cutzu (Università di Sassari) e Gabriella Rosaleva (regista)

17:30-19:30
Proiezione di Lia: Music Non Stop (Tore Manca, 2014)
In collaborazione con il CSC Società Umanitaria di Alghero
Introduzione di Sandra Lischi (Università di Pisa) e con un video saluto di Lia Origoni

 


 

VENERDÌ 18 OTTOBRE
9:00-11:00 || Panel II. Il corpo e/è la penna

«Per vivere nei tuoi sogni ti guardo dormire». Vita letteraria di un’attrice
Elena Mosconi (Università di Pavia)

Per una declinazione del doppio talento nella carriera di Elsa de’ Giorgi
Corinne Pontillo (Università di Catania)

Di rose e sottane. Divagrafia (involontaria) di un’alienata con riserva
Simona Busni (Università della Calabria)

Giovani donne crescono attrici. La Bildung divagrafica nella trilogia di Anne Wiazemsky
Beatrice Seligardi (Università di Parma)

L’interludio della donna schiva
Mariagiovanna Italia (Università di Catania)

Coordina: Maria Rizzarelli (Università di Catania)

 

11:00-11:30 Discussione

11:30-12:00 Coffee break


12:00-13:00 || Panel III. La polvere e l’inchiostro. Il teatro, lo schermo, la pagina

Paola Pitagora scrittrice. Il saccheggio di una vita
Marta Marchetti (Università di Roma La Sapienza)

«Accetto di essere chiamata “attrice”, ma con l’aggiunta di qualche altra definizione». Franca Rame si racconta
Simona Scattina (Università di Catania)

Martina Dell’Ombra de Broggi de Sassi…
Lorenza Fruci (Studiosa indipendente)

Coordina: Laura Mariani (Università di Bologna)

13:00-13:30 Discussione

13:30-15:30 Pausa pranzo

 

15:30-16:30 || Panel IV/1. A tu per tu con la diva, dai periodici al web

Corpo, Spazio, Sguardo e Città. L’identità della diva nelle scritture su/di Anna Magnani
Marga Carnicé Mur (Universitat Pompeu Fabra, Barcelona)

Risponde Giulietta Masina
Elisa Bianchi (Studiosa indipendente)

«Cara Sandrocchia…». La scrittura come agency per un riposizionamento nello spazio mediatico
Angela Bianca Saponari (Università di Bari)

Coordina: Stefania Rimini (Università di Catania)

16:30-17:00 Discussione

17:00-17:30 Coffee Break
17:30-18:30 || Panel IV/2. A tu per tu con la diva, dai periodici al web

La narrazione del sé tra fandom e transmedialità in Geppi Cucciari
Myriam Mereu (Università di Cagliari)

Le scritture mediali di Cristiana Capotondi
Giulia Raciti (Università di Palermo)

Una biblioteca di webstar. Compendio sull’autobiografia delle piccole dive internaute
Alessandra Porcu (Studiosa indipendente)

Coordina: Elena Marcheschi (Università di Pisa)

18:30-19:00 Discussione

 


 

SABATO 19 OTTOBRE
9:00-10:30 || Panel V/1. Scrivere di sé. Le auto-divagrafie
La realtà non conta. Gli scritti autobiografici di Francesca Bertini
Stella Dagna (Museo Nazionale del Cinema, Torino)

«Forse avevo imparato a recitare». Le autobiografie delle dive del Ventennio
Paola Zeni (Università di Verona)

Domani passati, mancati, omessi. Sull’autobiografia di Valentina Cortese
Federica Mazzocchi, Mariapaola Pierini (Università di Torino)

Il fascino comico della borghesia. Le forme dell’ironia nella scrittura in prima persona di Franca Valeri
Giulia Simi (Studiosa indipendente)

Coordina: Anna Masecchia (Università di Napoli Federico II)

10:30-11:00 Discussione

11:00-11:30 Coffee Break

11:30-13:00 || Panel V/2. Scrivere di sé. Le auto-divagrafie

Le confessioni di C.C.
Cristina Jandelli (Università di Firenze)

Lo specchio della scrittura e il corpo del cambiamento. Alcune riflessioni su Catherine Spaak
Federica Piana (Università di Sassari)

«Sono un’improvvisatrice della lingua». La scrittura dell’io di Laura Betti
Stefania Rimini (Università di Catania)

Quantified Actress. Raccontarsi con Instagram da Asia Argento a Isabella Rossellini
Federica Villa (Università di Pavia)

Coordina: Farah Polato (Università di Padova)

13:00-13:30 Discussione

13:30-15:30 Pausa pranzo

15:30-16:30 || Progetto formAZIONE

Presentazione dei lavori di: Maria Ida Bernabei, Emanuela Bertocchi, Alice Billò, Isabella Dolfi, Sara Lombardini, Francesca Mennella, Annachiara Monaco, Roberta Passaghe, Martina Zanco

Coordina: Giovanna Maina (Università di Sassari)

16:30-17:30 || Tavola rotonda: Una parola tutta per sé. Per una mappa dei racconti delle attrici

Interventi di: Lucia Cardone (Università di Sassari), Giovanna Maina (Università di Sassari), Elena Marcheschi (Università di Pisa), Anna Masecchia (Università di Napoli Federico II), Stefania Parigi (Università di Roma Tre), Farah Polato (Università di Padova), Stefania Rimini (Università di Catania), Maria Rizzarelli (Università di Catania)

Coordina: Chiara Tognolotti (Università di Pisa)

 


 

Comitato Scientifico

Lucia Cardone, Giulia Carluccio, Mariapia Comand, Mariagrazia Fanchi, Cristina Jandelli, Giovanna Maina, Anna Masecchia, Mariapaola Pierini, Stefania Rimini, Maria Rizzarelli, Chiara Tognolotti, Federica Villa

CSC Società Umanitaria di Alghero

Emiliano Di Nolfo, Nadia Rondello, Alessandra Sento

Stagist*:

Pamela Ballette, Enrico Melis

Segreteria amministrativa:

Caterina Bellu, Salvatorina Cadau, Mimma Carta, Paola Cherosu, Stefania Idini, Paola Mazza

FAScinA 2019 è sostenuto da

RAS – Regione Autonoma della Sardegna
CSC Società Umanitaria di Alghero
Fondazione Sardegna Film Commission

In collaborazione con 

Libreria Dessì
Le sognatrici
BIO Beauté

 

FAScinA 2019 – Call for Papers

Call for Papers

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA

2019
Università di Sassari
Sassari, 17-19 ottobre 2019

DIVAGRAFIE, ovvero delle attrici che scrivono
a cura di Lucia Cardone, Anna Masecchia e Maria Rizzarelli

Definite DIVAGRAFIE (Rizzarelli 2017), le scritture prodotte dalle attrici italiane costituiscono un corpus di testi variegato e di grande interesse, finora tuttavia poco frequentato, tanto dagli studi sui media, quanto da quelli su divismo. Nel campo degli studi sul divismo, ad esempio, non è stato mai dedicato un approfondimento specifico sull’apporto peculiare dato dalle attrici attraverso il proprio racconto di sé, né tantomeno attraverso la loro inclinazione verso le scritture narrative; e neppure si è riflettuto su quanto tali scritture abbiano contribuito alla costruzione (o alla smentita) della loro immagine divistica.

Fin dall’Ottocento, con l’affermazione della “grandattrice” teatrale e con la nuova visibilità dei corpi femminili, la scrittura ha rappresentato per le attrici un luogo privilegiato dove riflettere su di sé, sulla propria vita e sul proprio lavoro (Mariani 2016). Non stupisce, dunque, che numerose attrici cinematografiche abbiano sperimentato analoghi percorsi di scrittura, misurandosi con il dispositivo letterario attraverso il romanzo (Goliarda Sapienza), la cronaca romanzata (Elsa de’ Giorgi), l’autobiografia (Monica Vitti, Valentina Cortese), e persino la poesia (Isa Miranda).

Tale inclinazione alla scrittura permane dunque per tutto il Novecento, si infittisce prevedibilmente nella pubblicistica del secondo dopoguerra e giunge fino alla contemporaneità. Le forme e i generi individuati da Rizzarelli (2017) si riconfermano infatti nel tempo con variazioni notevoli, soprattutto in relazione ai mutamenti sociali seguiti ai movimenti del 1968 e degli anni Settanta. A partire dagli anni Ottanta, tra epoca del riflusso e successivo avvento del berlusconismo, tra tv generalista, prima, e avvento del digitale, poi, le attrici cinematografiche e televisive italiane si sono misurate con altre forme di costruzione della propria immagine divistica, sovente in controtendenza rispetto ai decenni precedenti. Nel contesto di sovraesposizione mediatica che ha generato l’imporsi di una rinnovata e multiforme cultura delle celebrità (Rojec 2001, 2012; Redmond, Holmes 2007), le scelte di intervento nei discorsi pubblici delle attrici si sono ulteriormente differenziate.

Alle riviste e ai rotocalchi si aggiungono così nuove forme di testualità, che impongono di prestare attenzione ai differenti orizzonti di scrittura aperti dal web e dalle varie piattaforme 2.0. Così, attrici come Asia Argento e Cristiana Capotondi, ad esempio, sembrano controllare la propria immagine divistica attraverso strumenti come Instagram e Twitter, mentre altre celebrities si fanno protagoniste di una galassia di scritture in equilibrio tra editoria classica e internet, con casi interessanti che sembrano riprendere e aggiornare alcuni schemi del passato (come dimostrano gli esempi di attrici/autrici quali Luciana Littizzetto e Geppi Cucciari).

Le questioni poste dalle attrici che scrivono sono ampie, promettenti e problematiche. Da un lato, si dispongono sul crinale del “doppio talento” (Cometa 2014 e Rizzarelli 2017); e dall’altro, contemporaneamente, ci interrogano sui complessi rapporti tra performance attoriale e scrittura, sulla dimensione metatestuale che la scrittura produce rispetto allo stile recitativo e all’immagine divistica (Dyer 1979), sullo scarto fra tale immagine e racconto del sé, ossia fra l’immagine attoriale rappresentata dall’autrice nella propria esperienza performativa e quella contenuta nel testo letterario.

logo-istituzionale-copia-3.pngSulla base di queste premesse, FAScinA 2019 intende promuovere una riflessione estensiva sulla figura dell’attrice che scrive, declinandola in senso diacronico e sincronico, con riferimento a diverse tipologie di materiali e attraverso un approccio necessariamente interdisciplinare. Nello specifico si terranno in considerazione proposte riguardanti principalmente, ma non solo:

  •  Ipotesi per una mappatura delle forme di scritture che le attrici hanno scelto nel corso del tempo per esprimersi e raccontare le loro esperienze e il cinema stesso;
  • Analisi e valorizzazione dei diversi filoni letterari e paraletterari afferenti all’alveo delle DIVAGRAFIE;
  • Singoli case studies di attrici che scrivono, considerando la specificità delle diverse forme di scrittura, il rapporto che tali scritture intrattengono con la costruzione delle immagini divistiche, il rapporto tra scrittura e performance attoriale;
  • Singoli case studies riguardanti le forme e i modi della presenza cinematografica delle scrittrici (Goliarda Sapienza, Elsa Morante, ecc.);
  • I media e il consumo mediale italiani visti attraverso l’osservatorio inedito e privilegiato delle DIVAGRAFIE, che si muovono tra film, televisione, dispositivo letterario, editoria popolare e nuovi media;
  • Possibili metodi di indagine interdisciplinari che possano affrontare sistematicamente lo studio di testi così eterogenei, sfaccettati e poco canonici.

Le interessate possono inviare una proposta di intervento – titolo, abstract (max 1.000 caratteri), curriculum vitae – a fascina.forum@gmail.com entro il 31 luglio 2019.
L’accettazione delle proposte verrà comunicata entro il 1 settembre 2019.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) entro il 10 settembre 2019, per la pubblicazione sulla rivista Arabeschi, all’interno della sezione permanente Smarginature (inaugurata in occasione del Forum 2017).

La lingua del Forum è l’italiano.

FAScinA 2018_il programma

PELLE E PELLICOLA

I corpi delle donne nel cinema italiano

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2018

Università di Sassari

11-13 ottobre 2018

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a cura di

Lucia Cardone, Giovanna Maina, Stefania Rimini, Chiara Tognolotti

 

Sala Ex Biblioteca Universitaria – Piazza Università, 21 – Sassari

GIOVEDì 11 OTTOBRE
16:00

Apertura dei lavori
Saluti istituzionali: Carla Bassu, Patrizia Patrizi (Università di Sassari)

16:30 || Panel 1. Guardare ai corpi

Dal corpo in posa al corpo in azione. Lucia Bosè post ‘68
Anna Masecchia (Università di Napoli Federico II)

A corpo libero: identificazione pop di un femminile irregolare. Il caso Gianna Nannini tra televisione, cinema e videoclip
Francesca Brignoli (Studiosa indipendente)

Il corpo comico. Anna Magnani oltre il cinema di regime
Meris Nicoletto (Studiosa indipendente)

Forme di donna. Corpi femminili nelle fotografie di Carla Cerati
Giada Cipollone (Università di Pavia)

Non stare più nella – propria – pelle
Farah Polato (Università di Padova)

18:30 || Presentazione dei lavori del Laboratorio Audiovisivo

“Un film su Alida Valli. Laboratorio sperimentale di sceneggiatura e produzione audiovisiva” 

Intervengono Gloria Malatesta e Silvia Napolitano (sceneggiatrici e docenti) e le/gli studenti del Laboratorio

Coordina: Lucia Cardone (Università di Sassari)


 

VENERDì 12 OTTOBRE

9:00-10:00 || Panel 2. Eccentrici

Tra lo sguardo e la pelle. Le donne di Michelangelo Antonioni
Simona Busni (Università della Calabria)

Desideri sotto la pelle. Le donne nel cinema di Valerio Zurlini
Giulia Fanara (Università di Roma – La Sapienza)

Il pianeta delle api, delle scimmie e delle guerriere. Donne-animali nel cinema di Marco Ferreri
Stefania Parigi (Università Roma Tre)

Coordina: Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

10:00-11:00 || Panel 3. In(di)visibili

Presentazione di progetto DEA – Donne e Audiovisivo (a cura di IRPPS – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR)
Ilaria A. De Pascalis (Università Roma Tre)

Un corpo in due: Indivisibili di Edoardo De Angelis
Cristina Jandelli (Università di Firenze)

La ragazza. L’anticorpo del cinema italiano contemporaneo
Danielle Hipkins (University of Exeter)

Coordina: Giulia Carluccio (Università di Torino)

11:00-11:30 Discussione

11:30-11:50 Coffee break

11:50-13:00 || Panel 4. Politici

Corpi politici. «Effe» (1973-1982) e il discorso femminista sulla corporeità femminile: il cinema e l’industria culturale
Roberta Gandolfi (Università di Parma)

Il corpo sulla pellicola. Riflessioni sul corpo nella ricerca di artiste e fotografe nell’Italia degli anni Settanta
Cristina Casero (Università di Parma)

Grembiule, scopa e rossetto. Una lettura intersezionale delle rappresentazioni del lavoro domestico nel cinema e nella televisione italiana (1950-1980)
Vincenza Perilli (Università di Venezia Ca’ Foscari)

«Signora! L’Aperol mantiene la linea». La costruzione del nuovo corpo femminile negli spazi pubblicitari delle riviste cinematografiche del fascismo
Angela Bianca Saponari (Università di Bari “Aldo Moro”)

Coordina: Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano)

13:00-13:30 Discussione

13:30-15 Pausa pranzo

15:00-16:00 || Panel 5. Autoprodotti

Make-up Yourself. Intimità, saperi e comunità femminili
Paola Brembilla (Università di Bologna), Chiara Checcaglini (Università di Udine)

Non per sole donne bianche. Esperienze razzializzate, make-up e capelli
Lucia Tralli (American University of Rome – AUR)

Corpi intessuti di parole. Soggettività performative, vergogna e fat pride
Ilaria A. De Pascalis (Università Roma Tre)

Coordina: Federica Villa (Università di Pavia)

16:00-17:00 || Panel 6. Diafani

Formule di pathos della creazione poetica femminile. Per un ripensamento dell’arc de cercle in Antonia. di Ferdinando Cito Filomarino
Beatrice Seligardi (Università di Parma)

La pelle diafana del gotico italiano
Rossella Catanese (Lorenzo de’ Medici Institute Firenze)

Nella pelle delle “altre”. I corpi anomali delle scream queen anni Sessanta
Deborah Toschi (Università di Pavia)

Coordina: Giovanna Maina (Università di Sassari)

17:00-17:30 Discussione

17:30-17:50 Coffee break

17:50-19:00 || Panel 7. Sconfinanti

In scena, sullo schermo, in fotografia. Il corpo “teatrale” di Ermanna Montanari
Laura Mariani (Università di Bologna)

«Sono un’attricetta bionda, che vuoi che capisca!». Silvia Calderoni tra teatro, cinema, danza e DJ set
Simona Scattina (Università di Catania)

L’ultima immagine. Pippa Bacca performer, sposa e martire
Elena Marcheschi (Università di Pisa)

Dal corpo mediato all’avatar. L’immagine della donna nelle ricerche video delle artiste italiane nell’epoca postmediale
Elena Di Raddo (Università Cattolica di Milano)

Coordina: Mariapaola Pierini (Università di Torino)

19:00-19:30 Discussione


 

SABATO 13 OTTOBRE

9:00-10:00 || Panel 8. Alla moda

Corpi in mostra. Il Festival di Venezia e la promozione della moda Made in Italy nel secondo dopoguerra
Dorothea Burato, Sara Martin (Università di Parma)

Corpi di moda. Fotografi e modelle nel cinema italiano
Caterina Martino (Università della Calabria)

Coordina: Mariapia Comand (Università di Udine)

10:00-11:00 || Panel 9. Strania(n)ti

Il “pericolo” del corpo femminile nel cinema neorealista
Catherine O’Rawe (University of Bristol)

Elogio della madre indegna. Valentina Cortese tra cinema e teatro
Federica Mazzocchi (Università di Torino)

La pelle (di Edda) Dell’Orso. L’uso vocalico del canto come superficie acusmatica del film Elena Mosconi (Università di Pavia)

Coordina: Veronica Pravadelli (Università Roma Tre)

11:00-11:30 Discussione

11:30-11:50 Coffee break

11:50-13:00 || Panel 10. (In)disciplinati

Cuore di mamma. Corpi materni nel cinema muto italiano di finzione
Jessica Cusano (Studiosa indipendente)

Corpi muti, corpi eloquenti. Il mito della femme fatale nel cinema muto italiano
Micaela Veronesi (Studiosa indipendente)

|| Panel 11. Riciclati

Custodire e abitare le immagini. Corpo e pellicola in Agnès Varda
Sandra Lischi (Università di Pisa)

Tra attesa e divenire. I corpi ex-peau-sti di Agnès Varda
Andreina Di Brino (Università di Torino)

Coordina: Rosamaria Salvatore (Università di Padova)

13:00-13:30 Discussione

13:30-15:00 Pausa pranzo

15:00-15:30 || Progetto formAZIONE

Presentazione dei lavori di: Camilla Arosio, Emanuela Bertocchi, Luisa Cutzu, Myriam Mereu, Roberta Passaghe, Laura Pernice, Federica Piana, Gilda Satta

Coordina: Giovanna Maina (Università di Sassari)


 

15:30-17:30 || Tavola Rotonda: Tra-vestimenti. Studiare i corpi delle donne 

Interventi di: Lucia Cardone (Università di Sassari), Mariapia Comand (Università di Udine), Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano), Giovanna Maina (Università di Sassari), Mariapaola Pierini (Università di Torino), Veronica Pravadelli (Università Roma Tre), Maria Rizzarelli (Università di Catania), Rosamaria Salvatore (Università di Padova), Chiara Tognolotti (Università di Firenze), Federica Villa (Università di Pavia)

Coordina: Stefania Rimini (Università di Catania)


 

Stagist*:

Rossano Cherchi
Serena Kruczalak
Alessandra Peru
Gabriele Stacca

Segreteria amministrativa:
Caterina Bellu
Salvatorina Cadau
Mimma Carta
Paola Cherosu
Stefania Idini
Paola Mazza

FAScinA 2018 è sostenuto da
Regione Autonoma
Fondazione Sardegna Film Commission
Ifold

In collaborazione con
Libreria Mondadori Dessì
Bio Beauté
Venatura

FAScinA_2018 – Call for papers

fascina_2017

Call for Papers

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2018

Università di Sassari

Sassari, 11-13 ottobre 2018

PELLE E PELLICOLA

I corpi delle donne nel cinema italiano

Giunto alla settima edizione, il Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi conferma la vocazione alla molteplicità di approcci e sconfinamenti possibili che lo ha caratterizzato fin dal principio. L’appuntamento del 2018 mette a tema il corpo delle donne nel panorama cinematografico e audiovisivo italiano.

Studiare il corpo (e i corpi) al cinema significa anzitutto considerare due distinte, sebbene interrelate, dimensioni. Da una parte, infatti, i film (e, in generale i prodotti audiovisivi) rappresentano i corpi: li traducono, cioè, in immagini visive e sonore costruite attraverso molteplici forme di sguardo, caricandoli di significati di volta in volta differenti, e proiettandoli in questo modo fuori dal mondo fisico e “carnale”, verso un universo di fantasie, modelli e repertori immaginari. Dall’altra, tuttavia, i corpi sono anche (e soprattutto) una delle materie principali attraverso cui il cinema, la televisione e le arti elettroniche formano e sviluppano il loro discorso, la loro “parola audiovisiva”: pensiamo, ad esempio, a come i gesti e le voci degli attori e delle attrici partecipano alla produzione e alla messa in forma del racconto nel cinema narrativo, a come la performance corporea sta spesso alla base delle sperimentazioni videoartistiche, o ancora alla centralità assoluta del corpo (parlante, danzante, cantante, in ogni caso “presente”) che ha caratterizzato la comunicazione televisiva fin dalle sue origini.

La ricerca sul corpo nel cinema e nell’audiovisivo obbliga dunque a misurarsi con un oggetto strutturalmente anfibio. Allo stesso tempo portatore e produttore di senso, il corpo cinematografico si presenta dunque come rappresentazione (e, dunque, come incarnazione di una pluralità di significati sociali, culturali, “autoriali”, e così via) e parallelamente come entità performativa, capace di creare significati attraverso la propria fisicità.

Oltre a queste due dimensioni, lo studio del corpo (o, meglio, dei corpi) delle donne presenta almeno altri tre livelli di problematicità. In prima istanza, a partire da uno dei testi fondativi della feminist film theory, il noto Piacere visivo e cinema narrativo di Laura Mulvey, si tende a concepire la rappresentazione del corpo femminile al cinema nei termini di una dinamica psicanalitica soggetto-attivo/oggetto-passivo, dove il soggetto attivo sarebbe lo sguardo maschile: il corpo della donna sarebbe così semplicemente ridotto a un passivo oggetto di sguardo, uno “spettacolo” visivo che ha come scopo principale quello di canalizzare il desiderio maschile.

Questa interpretazione di Mulvey – che, ricordiamo, era riferita primariamente ad alcune specifiche declinazioni del cinema hollywoodiano classico – è stata ampiamente rielaborata in sede teorica, anche e soprattutto nell’ambito della critica femminista, dando vita a una molteplicità di rivoli interpretativi e ad approcci anche molto differenti dall’assunto psicanalitico di partenza. Tuttavia, quando si parla dei corpi delle donne, la tendenza (all’interno dei discorsi mediali generalisti) è quella di riprodurre e, in alcuni casi, “impoverire” questa lettura, obliterando quasi completamente altre letture possibili, come quella ad esempio di una eccedenza o “resistenza” del corpo femminile rispetto alle “tradizionali” norme dello sguardo, di una sua (anche solo parziale) irrecuperabilità all’interno di schemi rappresentativi consolidati.

In secondo luogo, il lavoro sul corpo femminile al cinema e in televisione richiede di sondare le associazioni e intersezioni che le rappresentazioni dei corpi – la loro stessa “presenza” e visibilità – stabiliscono con altre sfere discorsive, come ad esempio la moda, i canoni estetici e i modelli di stile di vita relativi a determinate epoche e contesti culturali. I corpi delle attrici, delle performer, delle showgirl – in modo ancora più evidente e “stringente” rispetto a quelli dei loro colleghi maschi – sono cioè inseriti in una circolarità di influenze e rispecchiamenti che dal testo audiovisivo si  muovono verso la società e la cultura, e viceversa, in un costante flusso di andata e ritorno.

Un ultimo campo in cui ci pare che la relazione fra pelle e pellicola, evocata dal titolo, assuma densità discorsiva è quello della superficie, da intendersi secondo l’accezione di Giuliana Bruno come spazio di transizione e di scambio, e quindi come medium. Il corpo delle donne agisce dunque anche come schermo, costruendo una trama di relazioni fra interno ed esterno, fra reale e virtuale, e attivando una serie di rifrazioni di ordine metalinguistico e metaforico.

Sulla base di queste premesse, FAScinA 2018 intende promuovere una riflessione estensiva sul corpo delle donne nel cinema e nei media italiani, inteso sia come rappresentazione che come entità performativa.

Per quanto riguarda il primo asse, quello della rappresentazione, l’intento è quello di indagare le molteplici strategie attraverso cui i film (e i prodotti mediali in generale) costruiscono e restituiscono i corpi delle donne e la funzione di queste rappresentazioni mediali nella definizione e ri-definizione socio-culturale del corpo. Nello specifico si terranno in considerazione principalmente proposte riguardanti:

  • tipologie e morfologie del corpo femminile nelle diverse epoche della storia del cinema italiano, nei generi, nelle poetiche d’autore, nelle sperimentazioni audiovisive, ecc.;
  • articolazioni del corpo mediale delle donne in termini di gender, etnicità, età, abilità o disabilità, e classe sociale;
  • standardizzazione vs. “eccedenza” del corpo femminile nel cinema e nei media;
  • i corpi delle dive come prodotti culturali e commerciali;
  • le norme dell’industria cinematografica e televisiva e il loro influsso sulla costruzione dei corpi femminili;
  • i modi in cui i prodotti mediali e i discorsi circolanti nella mediasfera producono repertori, iconografie, immagini, percezioni, modelli e significati in grado di influenzare la costruzione e la trasformazione dei corpi delle donne nella sfera sociale (attraverso meccanismi di imitazione, adeguamento, rifiuto, riappropriazione, sovversione, ecc.).

Per quanto riguarda il secondo asse, quello del corpo femminile come entità performativa e produttrice di senso, si invitano proposte che tengano principalmente in considerazione:

  • il ruolo e gli usi del corpo nella costruzione di diversi stili di recitazione, in base all’epoca storica, ai generi, alle politiche autoriali, al corpus complessivo delle singole attrici, ecc.;
  • la performance attoriale femminile come atto estremo (trasformazioni del corpo, fattori di rischio, eccesso performativo come mancata sottomissione alle regole di genere e sociali, e così via);
  • il corpo femminile come “segno” nella ricerca audiovisiva (dalla body art alla videoarte, dal cinema sperimentale alle più recenti esperienze artistiche multi- e cross-mediali);
  • il corpo femminile come “superficie” e come “schermo” nella riflessione teorico-critica e nelle pratiche video-artistiche, fotografiche e cinematografiche sperimentali;
  • la relazione dei corpi delle attrici italiane con la moda e con la costruzione di determinati modelli di bellezza; la rappresentazione pubblica dei corpi privati delle attrici (gossip, social media, ecc.).

Le interessate possono inviare una proposta di intervento – titolo, abstract (max 1.000 caratteri), curriculum vitae – a fascina.forum@gmail.com entro il 1 luglio 2018.

L’accettazione delle proposte verrà comunicata entro il 15 luglio 2018.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) entro il 1 settembre 2018, per la pubblicazione sulla rivista Arabeschi, all’interno della sezione permanente Smarginature (inaugurata in occasione del Forum 2017).

La lingua del Forum è l’italiano.

 

English Version

Call for Papers

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2018

Università di Sassari

Sassari, 11-13 October 2018

PELLE E PELLICOLA

Women Bodies in Italian Cinema

Now in its seventh edition, the Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi confirms its commitment to the multiplicity of perspectives and potential cross-overs that has been its peculiarity since its beginnings. The 2018 event focuses on the body of women in the Italian cinematographic and audio-visual scenario.

Studying the body (and the bodies) on screen implies, first of all, the taking into account of two distinct, yet inter-related, dimensions. On one side, films (and audio-visual productions in general) represent bodies, as they translate them into visual and sound images constructed through multiple forms of the gaze that charge them with ever-changing meanings; in so doing they project them out of the physical and “carnal” world towards a universe of fantasies, patterns and imaginary repertoires.

On the other side, though, bodies are also (and above all) one of the most important material through which film, television and electronic arts create and develop their discourse, their “audio-visual word”: some examples of such a dynamic are how the gestures and voices of the actors and actresses take part in the production and formation of the story in narrative cinema, how the bodily performance lays at the basis of the experimentations of video-art, or the absolute centrality of the body (talking, dancing, singing, always “present”) that has marked the TV communication since its origins.

The research on the body in film and audio-visual productions implies a confrontation with a structurally amphibious object. Bearer and producer of meaning at the same time, the cinematographic body offers itself as a representation (and, therefore, as the embodiment of a multiplicity of social, cultural, “authorial” meanings) and as a performative entity as well, able to create meanings through its physical being.

In addition to these two dimensions, the study of the body (or rather the bodies) of women raises three further questions. Firstly, starting from one of the seminal texts of feminist film theory, the well-known Visual Pleasure and Narrative Cinema by Laura Mulvey, the representation of the female body on screen tends to be translated into a psychoanalytic tension between active subject/passive object, where the active subject would correspond to the male gaze: the feminine body would then be reduced solely to a passive object of the gaze, a visual “spectacle” that serves only as a vehicle of the male desire.

This reading of Mulvey’s text – that was referred primarily to some specific patterns of Hollywood classical cinema – has been widely re-elaborated by film scholars and in particular by feminist criticism, giving life to a multiplicity of interpretations as well as approaches that diverge from the psychoanalytic point of departure. However, when women bodies are at stake, the tendency (in mainstream media discourses) is to replicate and sometimes “deplete” this reading, erasing almost completely the possibility of different interpretations, such as the idea of the female body “exceeding” or “resisting” the “traditional” norms of the gaze, of its being (even if only partially) not reducible to established representative patterns.

Secondly, examining the female body on screen and on TV asks for an exploration of the associations and intersections that the representations of the bodies – their very “presence” and visibility – put into being with other discursive fields such as fashion, aesthetic canons, and lifestyle models typical of specific periods and cultural contexts. The bodies of the actresses, performers, showgirls – in an even more evident and “pressing” way if we compare them to the male ones – are part of a circularity of influences and mirrorings that move from the audio-visual text towards society and culture, and vice-versa.

Moreover, the relationship between “film and skin”, recalled by the title of this Forum, also acquires a sort of discourse density when the body is interpreted as a “surface”. According to Giuliana Bruno, in fact, the body can be understood as a space of transition and exchange, and therefore as a medium. In this sense, the female body acts as a screen, building a weave of relationships between the inside and the outside, the real and the virtual, and enabling a series of metaliguistic and metaphorical refractions.

On the basis of these premises, FAScinA 2018 intends to promote an extensive reflection on the body of women in Italian film and media, seen both as a representation and a performative entity.

Concerning representation, the aim is to investigate the multiple strategies through which films and media productions create and showcase women bodies and the function of these media representations in the socio-cultural defining and re-defining of the body. In particular, we will welcome proposals dealing with:

– typologies and morphologies of the female body in the different periods of Italian film history, genres, authorial poetics, audio-visual experimentations, etc.;

– declinations of women’s media body in terms of gender, ethnicity, age, ability or disability, and social class;

– standardization vs “excessiveness” of the female body in film and media;

– the bodies of the divas seen as cultural and commercial products;

– the norms of film and television industry and their impact on the construction of female bodies;

– the ways in which media products and the discourses circulating in the mediasphere produce repertoires, iconographies, images, perceptions, patterns and meanings able to affect the construction and transformation of women bodies in the social sphere (through strategies of imitation, adaptation, refusal, re-appropriation, subversion, etc.).

Regarding the second axis, the idea of the female body as performative identity and producer of meaning, we will welcome proposals that take into account:

– the role and the uses of the body in the construction of different styles of performance, according to the historical context, genres, authorial politics, the corpus of a specific actress, etc.;

– the feminine actorial performance as an extreme act (transformations of the body, risk factors, performative excess as a refusal of submitting to gender and social rules, and so on);

– female body as “sign” in audio-visual research (from body-art to video-art, from experimental cinema to the most recent experiences in multi- and cross-medial arts);

– the female body as “surface” and “screen” in theoretical and critical terms, as well as in video-art, photography, and experimental cinema;

– the relationship of the body of the actresses with fashion and with the construction of specific beauty standards: the public representation of the private bodies of the actresses (gossip, social media, etc.).

Proposals – title, abstract (max 1000 signs), cv – are to be sent to fascina.forum@gmail.com by July 1st, 2018.

The acceptation of the proposals will be notified by July 15th, 2018.

The participants will be asked to submit a short text (10.000 signs without footnotes) with a set of images (max 8 images 300 dpi) by September, 1st, 2018, to be published in the permanent section Smarginature of the magazine Arabeschi.

The language of the Forum is Italian.

FAScinA 2017: il programma completo

VAGHE STELLE

Attrici del/nel cinema italiano

Logo: Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2017

Università di Sassari

Sassari, 5-7 ottobre 2017

 

fascina stelle

 

a cura di

Lucia Cardone, Giovanna Maina, Stefania Rimini, Chiara Tognolotti

 

GIOVEDÌ 5 OTTOBRE
Teatro Civico, Corso Vittorio Emanuele II, Sassari

15:30 || Apertura dei lavori 

Saluti istituzionali

16:00-17:20 || Panel 1_Cartografie celesti. Studiare le attrici
Coordina: Lucia Cardone (Università di Sassari)

Valentina e Valentina. La doppia carriera di Valentina Frascaroli nel muto italiano
Micaela Veronesi (Studiosa indipendente)

Ritratte dalla scena. Gli anni Trenta e i trent’anni di Elsa Merlini attraverso la fotografia
Giada Cipollone (Università di Pavia)

L’attrice che scrive, la scrittrice che recita. Per una mappa della “diva-grafia”
Maria Rizzarelli (Università di Catania)

Fuori centro, oltre i limiti: il ruvido sodalizio fra Mariangela Melato e Lina Wertmüller
Ilaria A. De Pascalis (Università Roma Tre)

17:20-17:40 Discussione

17:40-18:15 Pausa

18:15-19:30 || Première del cortometraggio Viaggio a Stoccolma (Gabriella Rosaleva, 2017)

Interventi di Gabriella Rosaleva, Alessandra Pigliaru (co-sceneggiatrice), Giusy Calia (fotografia), Maddalena Recino (attrice), Nevina Satta (Fondazione Sardegna Film Commission), Pia Brancadori (Alice Guy-Circola nel Cinema, Cagliari) 


 

VENERDÌ 6 OTTOBRE
Sala Ex Biblioteca Universitaria – Università di Sassari, piazza Università, 21

9:00-10:00 || Panel 2_Stelle di altri cieli. Straniere sugli schermi
Coordina: Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano)

La presenza allarmante di Charlotte Rampling nel cinema italiano
Francesca Brignoli (Studiosa indipendente)

Non solo la ragazza che James Dean amava: Anna Maria Pierangeli tra Italia e Stati Uniti, tra ingenuità ed esperienza
Diletta Pavesi (Università di Ferrara)

Esther Elisha: io sono qui
Farah Polato (Università di Padova)

10:00-11:20 || Panel 3_Il cielo in una pagina. Attrici e rotocalchi
Coordina: Giovanna Maina (Università di Sassari)

A quale prezzo Cinecittà? Maria Denis e le altre
Meris Nicoletto (Studiosa indipendente)

“È nata una stella”. La funzione di scouting delle riviste anni Trenta
Angela Bianca Saponari (Università di Bari “Aldo Moro”)

Fra recitazione e rotocalchi. Anna Magnani 1945-50
Mariapaola Pierini (Università di Torino)

«Le donne in copertina “vanno”»: Cinema nuovo e le attrici italiane (1952-1958)
Elisa Mandelli e Valentina Re (Link Campus University, Roma)

11:20-11:40 Discussione

11:40-12:00 Coffee Break

12:00-13:00 || Panel 4_Raccontar le stelle. Divismo femminile e storia orale
Coordina Jacqueline Reich (Fordham University, USA)

Storia orale come metodologia: proposte, problematiche, e prognosi
Jacqueline Reich e Kathleen LaPenta-Long (Fordham University, USA)

Anna Magnani, Gina Lollobrigida e Sophia Loren nella percezione popolare: la figura della “popolana” tra audience studies, star performance e analisi filmica
Sarah Culhane (University of Bristol, UK)

La ricezione del divismo italiano al femminile a New York, 1945-54
Catherine O’Rawe (University of Bristol, UK)

13:00-13:20 Discussione


 

15:00-16:20 || Panel 5_Le moderne. Stelle del cambiamento
Coordina: Stefania Rimini (Università di Catania)

«Ha tirato fuori l’attrice che era in me»: discorsi pubblici tra attrici e registi. Catherine Spaak e Stefania Sandrelli, una prospettiva storica
Dalila Missero (Università di Milano)

La diva divina dell’Orsa Minore: Lucia Bosè
Simona Busni (Università della Calabria)

L’attrice e il torero: storia di Lucia, in arte Bosè
Anna Masecchia (Università di Napoli “Federico II”)

16:20-16:40 Discussione

16:40-17:00 Coffee Break

17:00-18:00 || Panel 6_Vicinanze siderali. Verso il contemporaneo
Coordina: Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

“Cosa conta”. Attrici della Generazione X nel cinema indipendente italiano degli anni Novanta
Maria Teresa Soldani (Università di Pisa/Centro per L’Arte Contemporanea Luigi Pecci)

Valeria Bruni Tedeschi, quali ruoli per una donna moderna?
Tiphaine Martin (Université de Toulon, FR)

Alba Rohrwacher: la libertà del corpo
Bernadette Luciano (University of Auckland, NZ)

18:00-19:00 || Panel 7_Stelle nella Rete. Dive al tempo dei social
Coordina: Lorenza Fruci (Studiosa indipendente/ARTEPRIMA)

Da I Cesaroni a Netflix: il percorso atipico di Alessandra Mastronardi
Chiara Checcaglini (Università di Urbino “Carlo Bo”) e Lucia Tralli (Università di Bologna)

Violetta Rocks. Personaggia del web che fa tutto da sé
Alessandra Porcu (Studiosa indipendente)

Sembrano morte… ma sono solo svenute. Le attrici del cinema italiano contemporaneo e l’igeneration
Mariagrazia Fanchi e Simona Arillotta (Università Cattolica di Milano)

19:00-19:20 Discussione


 

SABATO 7 OTTOBRE
Sala Ex Biblioteca Universitaria – Università di Sassari, piazza Università, 21

9:00-10:00 || Panel 8_Costellazioni I. Divismo crossmediale
Coordina: Sandra Lischi (Università di Pisa)

La musa inquietante: Monica Vitti nell’immaginario fra cinema, fotografia, letteratura e fumetto
Beatrice Seligardi (Università di Parma)

Una stella rosso sangue: Daria Nicolodi
Rossella Catanese (Università di Roma “La Sapienza”)

Il caso di Rita Pavone. Un’attrice intermediale e intergenerazionale nel cinema musicale italiano degli anni Sessanta
Giulia Muggeo (Università di Torino)

10:00-10:40 || Panel 9_Costellazioni II. Teatro e cinema
Coordina Cristina Jandelli (Università di Firenze)

Il silenzio della madre: Rina Morelli tra cinema e teatro
Federica Mazzocchi (Università di Torino)

Lo spettacolo “nuovo”. Il caso di Anna Fougez tra cinema e teatro di varietà
Doriana Legge (Università dell’Aquila)

10:40-11:20 || Panel 10_Costellazioni III. Cinema, moda, stili di vita
Coordina: Cristina Jandelli (Università di Firenze)

Una sintesi tra cultura, moda, arte e cinema: le attrici vestite dalle Sorelle Fontana
Sara Martin (Università di Parma)

Il diritto di mostrarsi frivole. Irene Brin, Franca Valeri e l’ironia del dandismo al femminile nel secondo dopoguerra italiano
Giulia Simi (Studiosa indipendente)

11:20-11:40 Discussione

11:40-12:00 Coffee Break

12:00-12:40 || Panel 11_Fuori orbita. Recitare la non fiction
Coordina: Elena Marcheschi (Università di Pisa)

Donne, attrici che interpretano se stesse. Fotografia e femminismo nell’Italia degli anni Settanta
Cristina Casero (Università di Parma)

Attrici non attrici: la relazione tra regista e protagonista nel documentario italiano al femminile. Il caso di Ninna Nanna prigioniera
Daniela Ricci (Université Paris Nanterre, FR)

12:40-13:00 Discussione


 

15:00 || Tavola Rotonda_Polvere di stelle. Bilanci e prospettive
Coordina: Giulia Carluccio (Università di Torino)

Partecipano:

Lucia Cardone (Università di Sassari), Mariapia Comand (Università di Udine), Giulia Fanara (Università di Roma “La Sapienza”), Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano), Cristina Jandelli (Università di Firenze), Sandra Lischi (Università di Pisa), Giovanna Maina (Università di Sassari), Mariapaola Pierini (Università di Torino), Jacqueline Reich (Fordham University), Stefania Rimini (Università di Catania), Rosamaria Salvatore (Università di Padova), Chiara Tognolotti (Università di Firenze), Federica Villa (Università di Pavia)

E le giovani studiose di formAZIONE: Emanuela Bertocchi, Andrea Brusacà, Francesca Cantore, Silvia Contorno, Luisa Cutzu, Alessia Durante, Sara Fiori, Simona Franco, Jennifer Malvezzi, Federica Piana, Giovanna Santaera, Lisa Santillo, Simona Agnese Scattina

Stagiste:
Serena Kruczalak
Alessandra Peru
Gilda Satta

Segreteria amministrativa:
Caterina Bellu
Salvatorina Cadau
Mimma Carta
Paola Cherosu
Stefania Idini
Paola Mazza

FAScinA 2017 è sostenuto da
Regione Autonoma della Sardegna
Fondazione Sardegna Film Commission
Ifold

In collaborazione con
Libreria Mondadori Dessì
Bio Beauté
Venatura