FAScinA_2018 – Call for papers

fascina_2017

Call for Papers

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2018

Università di Sassari

Sassari, 11-13 ottobre 2018

PELLE E PELLICOLA

I corpi delle donne nel cinema italiano

Giunto alla settima edizione, il Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi conferma la vocazione alla molteplicità di approcci e sconfinamenti possibili che lo ha caratterizzato fin dal principio. L’appuntamento del 2018 mette a tema il corpo delle donne nel panorama cinematografico e audiovisivo italiano.

Studiare il corpo (e i corpi) al cinema significa anzitutto considerare due distinte, sebbene interrelate, dimensioni. Da una parte, infatti, i film (e, in generale i prodotti audiovisivi) rappresentano i corpi: li traducono, cioè, in immagini visive e sonore costruite attraverso molteplici forme di sguardo, caricandoli di significati di volta in volta differenti, e proiettandoli in questo modo fuori dal mondo fisico e “carnale”, verso un universo di fantasie, modelli e repertori immaginari. Dall’altra, tuttavia, i corpi sono anche (e soprattutto) una delle materie principali attraverso cui il cinema, la televisione e le arti elettroniche formano e sviluppano il loro discorso, la loro “parola audiovisiva”: pensiamo, ad esempio, a come i gesti e le voci degli attori e delle attrici partecipano alla produzione e alla messa in forma del racconto nel cinema narrativo, a come la performance corporea sta spesso alla base delle sperimentazioni videoartistiche, o ancora alla centralità assoluta del corpo (parlante, danzante, cantante, in ogni caso “presente”) che ha caratterizzato la comunicazione televisiva fin dalle sue origini.

La ricerca sul corpo nel cinema e nell’audiovisivo obbliga dunque a misurarsi con un oggetto strutturalmente anfibio. Allo stesso tempo portatore e produttore di senso, il corpo cinematografico si presenta dunque come rappresentazione (e, dunque, come incarnazione di una pluralità di significati sociali, culturali, “autoriali”, e così via) e parallelamente come entità performativa, capace di creare significati attraverso la propria fisicità.

Oltre a queste due dimensioni, lo studio del corpo (o, meglio, dei corpi) delle donne presenta almeno altri tre livelli di problematicità. In prima istanza, a partire da uno dei testi fondativi della feminist film theory, il noto Piacere visivo e cinema narrativo di Laura Mulvey, si tende a concepire la rappresentazione del corpo femminile al cinema nei termini di una dinamica psicanalitica soggetto-attivo/oggetto-passivo, dove il soggetto attivo sarebbe lo sguardo maschile: il corpo della donna sarebbe così semplicemente ridotto a un passivo oggetto di sguardo, uno “spettacolo” visivo che ha come scopo principale quello di canalizzare il desiderio maschile.

Questa interpretazione di Mulvey – che, ricordiamo, era riferita primariamente ad alcune specifiche declinazioni del cinema hollywoodiano classico – è stata ampiamente rielaborata in sede teorica, anche e soprattutto nell’ambito della critica femminista, dando vita a una molteplicità di rivoli interpretativi e ad approcci anche molto differenti dall’assunto psicanalitico di partenza. Tuttavia, quando si parla dei corpi delle donne, la tendenza (all’interno dei discorsi mediali generalisti) è quella di riprodurre e, in alcuni casi, “impoverire” questa lettura, obliterando quasi completamente altre letture possibili, come quella ad esempio di una eccedenza o “resistenza” del corpo femminile rispetto alle “tradizionali” norme dello sguardo, di una sua (anche solo parziale) irrecuperabilità all’interno di schemi rappresentativi consolidati.

In secondo luogo, il lavoro sul corpo femminile al cinema e in televisione richiede di sondare le associazioni e intersezioni che le rappresentazioni dei corpi – la loro stessa “presenza” e visibilità – stabiliscono con altre sfere discorsive, come ad esempio la moda, i canoni estetici e i modelli di stile di vita relativi a determinate epoche e contesti culturali. I corpi delle attrici, delle performer, delle showgirl – in modo ancora più evidente e “stringente” rispetto a quelli dei loro colleghi maschi – sono cioè inseriti in una circolarità di influenze e rispecchiamenti che dal testo audiovisivo si  muovono verso la società e la cultura, e viceversa, in un costante flusso di andata e ritorno.

Un ultimo campo in cui ci pare che la relazione fra pelle e pellicola, evocata dal titolo, assuma densità discorsiva è quello della superficie, da intendersi secondo l’accezione di Giuliana Bruno come spazio di transizione e di scambio, e quindi come medium. Il corpo delle donne agisce dunque anche come schermo, costruendo una trama di relazioni fra interno ed esterno, fra reale e virtuale, e attivando una serie di rifrazioni di ordine metalinguistico e metaforico.

Sulla base di queste premesse, FAScinA 2018 intende promuovere una riflessione estensiva sul corpo delle donne nel cinema e nei media italiani, inteso sia come rappresentazione che come entità performativa.

Per quanto riguarda il primo asse, quello della rappresentazione, l’intento è quello di indagare le molteplici strategie attraverso cui i film (e i prodotti mediali in generale) costruiscono e restituiscono i corpi delle donne e la funzione di queste rappresentazioni mediali nella definizione e ri-definizione socio-culturale del corpo. Nello specifico si terranno in considerazione principalmente proposte riguardanti:

  • tipologie e morfologie del corpo femminile nelle diverse epoche della storia del cinema italiano, nei generi, nelle poetiche d’autore, nelle sperimentazioni audiovisive, ecc.;
  • articolazioni del corpo mediale delle donne in termini di gender, etnicità, età, abilità o disabilità, e classe sociale;
  • standardizzazione vs. “eccedenza” del corpo femminile nel cinema e nei media;
  • i corpi delle dive come prodotti culturali e commerciali;
  • le norme dell’industria cinematografica e televisiva e il loro influsso sulla costruzione dei corpi femminili;
  • i modi in cui i prodotti mediali e i discorsi circolanti nella mediasfera producono repertori, iconografie, immagini, percezioni, modelli e significati in grado di influenzare la costruzione e la trasformazione dei corpi delle donne nella sfera sociale (attraverso meccanismi di imitazione, adeguamento, rifiuto, riappropriazione, sovversione, ecc.).

Per quanto riguarda il secondo asse, quello del corpo femminile come entità performativa e produttrice di senso, si invitano proposte che tengano principalmente in considerazione:

  • il ruolo e gli usi del corpo nella costruzione di diversi stili di recitazione, in base all’epoca storica, ai generi, alle politiche autoriali, al corpus complessivo delle singole attrici, ecc.;
  • la performance attoriale femminile come atto estremo (trasformazioni del corpo, fattori di rischio, eccesso performativo come mancata sottomissione alle regole di genere e sociali, e così via);
  • il corpo femminile come “segno” nella ricerca audiovisiva (dalla body art alla videoarte, dal cinema sperimentale alle più recenti esperienze artistiche multi- e cross-mediali);
  • il corpo femminile come “superficie” e come “schermo” nella riflessione teorico-critica e nelle pratiche video-artistiche, fotografiche e cinematografiche sperimentali;
  • la relazione dei corpi delle attrici italiane con la moda e con la costruzione di determinati modelli di bellezza; la rappresentazione pubblica dei corpi privati delle attrici (gossip, social media, ecc.).

Le interessate possono inviare una proposta di intervento – titolo, abstract (max 1.000 caratteri), curriculum vitae – a fascina.forum@gmail.com entro il 1 luglio 2018.

L’accettazione delle proposte verrà comunicata entro il 15 luglio 2018.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) entro il 1 settembre 2018, per la pubblicazione sulla rivista Arabeschi, all’interno della sezione permanente Smarginature (inaugurata in occasione del Forum 2017).

La lingua del Forum è l’italiano.

 

English Version

Call for Papers

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2018

Università di Sassari

Sassari, 11-13 October 2018

PELLE E PELLICOLA

Women Bodies in Italian Cinema

Now in its seventh edition, the Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi confirms its commitment to the multiplicity of perspectives and potential cross-overs that has been its peculiarity since its beginnings. The 2018 event focuses on the body of women in the Italian cinematographic and audio-visual scenario.

Studying the body (and the bodies) on screen implies, first of all, the taking into account of two distinct, yet inter-related, dimensions. On one side, films (and audio-visual productions in general) represent bodies, as they translate them into visual and sound images constructed through multiple forms of the gaze that charge them with ever-changing meanings; in so doing they project them out of the physical and “carnal” world towards a universe of fantasies, patterns and imaginary repertoires.

On the other side, though, bodies are also (and above all) one of the most important material through which film, television and electronic arts create and develop their discourse, their “audio-visual word”: some examples of such a dynamic are how the gestures and voices of the actors and actresses take part in the production and formation of the story in narrative cinema, how the bodily performance lays at the basis of the experimentations of video-art, or the absolute centrality of the body (talking, dancing, singing, always “present”) that has marked the TV communication since its origins.

The research on the body in film and audio-visual productions implies a confrontation with a structurally amphibious object. Bearer and producer of meaning at the same time, the cinematographic body offers itself as a representation (and, therefore, as the embodiment of a multiplicity of social, cultural, “authorial” meanings) and as a performative entity as well, able to create meanings through its physical being.

In addition to these two dimensions, the study of the body (or rather the bodies) of women raises three further questions. Firstly, starting from one of the seminal texts of feminist film theory, the well-known Visual Pleasure and Narrative Cinema by Laura Mulvey, the representation of the female body on screen tends to be translated into a psychoanalytic tension between active subject/passive object, where the active subject would correspond to the male gaze: the feminine body would then be reduced solely to a passive object of the gaze, a visual “spectacle” that serves only as a vehicle of the male desire.

This reading of Mulvey’s text – that was referred primarily to some specific patterns of Hollywood classical cinema – has been widely re-elaborated by film scholars and in particular by feminist criticism, giving life to a multiplicity of interpretations as well as approaches that diverge from the psychoanalytic point of departure. However, when women bodies are at stake, the tendency (in mainstream media discourses) is to replicate and sometimes “deplete” this reading, erasing almost completely the possibility of different interpretations, such as the idea of the female body “exceeding” or “resisting” the “traditional” norms of the gaze, of its being (even if only partially) not reducible to established representative patterns.

Secondly, examining the female body on screen and on TV asks for an exploration of the associations and intersections that the representations of the bodies – their very “presence” and visibility – put into being with other discursive fields such as fashion, aesthetic canons, and lifestyle models typical of specific periods and cultural contexts. The bodies of the actresses, performers, showgirls – in an even more evident and “pressing” way if we compare them to the male ones – are part of a circularity of influences and mirrorings that move from the audio-visual text towards society and culture, and vice-versa.

Moreover, the relationship between “film and skin”, recalled by the title of this Forum, also acquires a sort of discourse density when the body is interpreted as a “surface”. According to Giuliana Bruno, in fact, the body can be understood as a space of transition and exchange, and therefore as a medium. In this sense, the female body acts as a screen, building a weave of relationships between the inside and the outside, the real and the virtual, and enabling a series of metaliguistic and metaphorical refractions.

On the basis of these premises, FAScinA 2018 intends to promote an extensive reflection on the body of women in Italian film and media, seen both as a representation and a performative entity.

Concerning representation, the aim is to investigate the multiple strategies through which films and media productions create and showcase women bodies and the function of these media representations in the socio-cultural defining and re-defining of the body. In particular, we will welcome proposals dealing with:

– typologies and morphologies of the female body in the different periods of Italian film history, genres, authorial poetics, audio-visual experimentations, etc.;

– declinations of women’s media body in terms of gender, ethnicity, age, ability or disability, and social class;

– standardization vs “excessiveness” of the female body in film and media;

– the bodies of the divas seen as cultural and commercial products;

– the norms of film and television industry and their impact on the construction of female bodies;

– the ways in which media products and the discourses circulating in the mediasphere produce repertoires, iconographies, images, perceptions, patterns and meanings able to affect the construction and transformation of women bodies in the social sphere (through strategies of imitation, adaptation, refusal, re-appropriation, subversion, etc.).

Regarding the second axis, the idea of the female body as performative identity and producer of meaning, we will welcome proposals that take into account:

– the role and the uses of the body in the construction of different styles of performance, according to the historical context, genres, authorial politics, the corpus of a specific actress, etc.;

– the feminine actorial performance as an extreme act (transformations of the body, risk factors, performative excess as a refusal of submitting to gender and social rules, and so on);

– female body as “sign” in audio-visual research (from body-art to video-art, from experimental cinema to the most recent experiences in multi- and cross-medial arts);

– the female body as “surface” and “screen” in theoretical and critical terms, as well as in video-art, photography, and experimental cinema;

– the relationship of the body of the actresses with fashion and with the construction of specific beauty standards: the public representation of the private bodies of the actresses (gossip, social media, etc.).

Proposals – title, abstract (max 1000 signs), cv – are to be sent to fascina.forum@gmail.com by July 1st, 2018.

The acceptation of the proposals will be notified by July 15th, 2018.

The participants will be asked to submit a short text (10.000 signs without footnotes) with a set of images (max 8 images 300 dpi) by September, 1st, 2018, to be published in the permanent section Smarginature of the magazine Arabeschi.

The language of the Forum is Italian.

Annunci

FAScinA 2017: il programma completo

VAGHE STELLE

Attrici del/nel cinema italiano

Logo: Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2017

Università di Sassari

Sassari, 5-7 ottobre 2017

 

fascina stelle

 

a cura di

Lucia Cardone, Giovanna Maina, Stefania Rimini, Chiara Tognolotti

 

GIOVEDÌ 5 OTTOBRE
Teatro Civico, Corso Vittorio Emanuele II, Sassari

15:30 || Apertura dei lavori 

Saluti istituzionali

16:00-17:20 || Panel 1_Cartografie celesti. Studiare le attrici
Coordina: Lucia Cardone (Università di Sassari)

Valentina e Valentina. La doppia carriera di Valentina Frascaroli nel muto italiano
Micaela Veronesi (Studiosa indipendente)

Ritratte dalla scena. Gli anni Trenta e i trent’anni di Elsa Merlini attraverso la fotografia
Giada Cipollone (Università di Pavia)

L’attrice che scrive, la scrittrice che recita. Per una mappa della “diva-grafia”
Maria Rizzarelli (Università di Catania)

Fuori centro, oltre i limiti: il ruvido sodalizio fra Mariangela Melato e Lina Wertmüller
Ilaria A. De Pascalis (Università Roma Tre)

17:20-17:40 Discussione

17:40-18:15 Pausa

18:15-19:30 || Première del cortometraggio Viaggio a Stoccolma (Gabriella Rosaleva, 2017)

Interventi di Gabriella Rosaleva, Alessandra Pigliaru (co-sceneggiatrice), Giusy Calia (fotografia), Maddalena Recino (attrice), Nevina Satta (Fondazione Sardegna Film Commission), Pia Brancadori (Alice Guy-Circola nel Cinema, Cagliari) 


 

VENERDÌ 6 OTTOBRE
Sala Ex Biblioteca Universitaria – Università di Sassari, piazza Università, 21

9:00-10:00 || Panel 2_Stelle di altri cieli. Straniere sugli schermi
Coordina: Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano)

La presenza allarmante di Charlotte Rampling nel cinema italiano
Francesca Brignoli (Studiosa indipendente)

Non solo la ragazza che James Dean amava: Anna Maria Pierangeli tra Italia e Stati Uniti, tra ingenuità ed esperienza
Diletta Pavesi (Università di Ferrara)

Esther Elisha: io sono qui
Farah Polato (Università di Padova)

10:00-11:20 || Panel 3_Il cielo in una pagina. Attrici e rotocalchi
Coordina: Giovanna Maina (Università di Sassari)

A quale prezzo Cinecittà? Maria Denis e le altre
Meris Nicoletto (Studiosa indipendente)

“È nata una stella”. La funzione di scouting delle riviste anni Trenta
Angela Bianca Saponari (Università di Bari “Aldo Moro”)

Fra recitazione e rotocalchi. Anna Magnani 1945-50
Mariapaola Pierini (Università di Torino)

«Le donne in copertina “vanno”»: Cinema nuovo e le attrici italiane (1952-1958)
Elisa Mandelli e Valentina Re (Link Campus University, Roma)

11:20-11:40 Discussione

11:40-12:00 Coffee Break

12:00-13:00 || Panel 4_Raccontar le stelle. Divismo femminile e storia orale
Coordina Jacqueline Reich (Fordham University, USA)

Storia orale come metodologia: proposte, problematiche, e prognosi
Jacqueline Reich e Kathleen LaPenta-Long (Fordham University, USA)

Anna Magnani, Gina Lollobrigida e Sophia Loren nella percezione popolare: la figura della “popolana” tra audience studies, star performance e analisi filmica
Sarah Culhane (University of Bristol, UK)

La ricezione del divismo italiano al femminile a New York, 1945-54
Catherine O’Rawe (University of Bristol, UK)

13:00-13:20 Discussione


 

15:00-16:20 || Panel 5_Le moderne. Stelle del cambiamento
Coordina: Stefania Rimini (Università di Catania)

«Ha tirato fuori l’attrice che era in me»: discorsi pubblici tra attrici e registi. Catherine Spaak e Stefania Sandrelli, una prospettiva storica
Dalila Missero (Università di Milano)

La diva divina dell’Orsa Minore: Lucia Bosè
Simona Busni (Università della Calabria)

L’attrice e il torero: storia di Lucia, in arte Bosè
Anna Masecchia (Università di Napoli “Federico II”)

16:20-16:40 Discussione

16:40-17:00 Coffee Break

17:00-18:00 || Panel 6_Vicinanze siderali. Verso il contemporaneo
Coordina: Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

“Cosa conta”. Attrici della Generazione X nel cinema indipendente italiano degli anni Novanta
Maria Teresa Soldani (Università di Pisa/Centro per L’Arte Contemporanea Luigi Pecci)

Valeria Bruni Tedeschi, quali ruoli per una donna moderna?
Tiphaine Martin (Université de Toulon, FR)

Alba Rohrwacher: la libertà del corpo
Bernadette Luciano (University of Auckland, NZ)

18:00-19:00 || Panel 7_Stelle nella Rete. Dive al tempo dei social
Coordina: Lorenza Fruci (Studiosa indipendente/ARTEPRIMA)

Da I Cesaroni a Netflix: il percorso atipico di Alessandra Mastronardi
Chiara Checcaglini (Università di Urbino “Carlo Bo”) e Lucia Tralli (Università di Bologna)

Violetta Rocks. Personaggia del web che fa tutto da sé
Alessandra Porcu (Studiosa indipendente)

Sembrano morte… ma sono solo svenute. Le attrici del cinema italiano contemporaneo e l’igeneration
Mariagrazia Fanchi e Simona Arillotta (Università Cattolica di Milano)

19:00-19:20 Discussione


 

SABATO 7 OTTOBRE
Sala Ex Biblioteca Universitaria – Università di Sassari, piazza Università, 21

9:00-10:00 || Panel 8_Costellazioni I. Divismo crossmediale
Coordina: Sandra Lischi (Università di Pisa)

La musa inquietante: Monica Vitti nell’immaginario fra cinema, fotografia, letteratura e fumetto
Beatrice Seligardi (Università di Parma)

Una stella rosso sangue: Daria Nicolodi
Rossella Catanese (Università di Roma “La Sapienza”)

Il caso di Rita Pavone. Un’attrice intermediale e intergenerazionale nel cinema musicale italiano degli anni Sessanta
Giulia Muggeo (Università di Torino)

10:00-10:40 || Panel 9_Costellazioni II. Teatro e cinema
Coordina Cristina Jandelli (Università di Firenze)

Il silenzio della madre: Rina Morelli tra cinema e teatro
Federica Mazzocchi (Università di Torino)

Lo spettacolo “nuovo”. Il caso di Anna Fougez tra cinema e teatro di varietà
Doriana Legge (Università dell’Aquila)

10:40-11:20 || Panel 10_Costellazioni III. Cinema, moda, stili di vita
Coordina: Cristina Jandelli (Università di Firenze)

Una sintesi tra cultura, moda, arte e cinema: le attrici vestite dalle Sorelle Fontana
Sara Martin (Università di Parma)

Il diritto di mostrarsi frivole. Irene Brin, Franca Valeri e l’ironia del dandismo al femminile nel secondo dopoguerra italiano
Giulia Simi (Studiosa indipendente)

11:20-11:40 Discussione

11:40-12:00 Coffee Break

12:00-12:40 || Panel 11_Fuori orbita. Recitare la non fiction
Coordina: Elena Marcheschi (Università di Pisa)

Donne, attrici che interpretano se stesse. Fotografia e femminismo nell’Italia degli anni Settanta
Cristina Casero (Università di Parma)

Attrici non attrici: la relazione tra regista e protagonista nel documentario italiano al femminile. Il caso di Ninna Nanna prigioniera
Daniela Ricci (Université Paris Nanterre, FR)

12:40-13:00 Discussione


 

15:00 || Tavola Rotonda_Polvere di stelle. Bilanci e prospettive
Coordina: Giulia Carluccio (Università di Torino)

Partecipano:

Lucia Cardone (Università di Sassari), Mariapia Comand (Università di Udine), Giulia Fanara (Università di Roma “La Sapienza”), Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano), Cristina Jandelli (Università di Firenze), Sandra Lischi (Università di Pisa), Giovanna Maina (Università di Sassari), Mariapaola Pierini (Università di Torino), Jacqueline Reich (Fordham University), Stefania Rimini (Università di Catania), Rosamaria Salvatore (Università di Padova), Chiara Tognolotti (Università di Firenze), Federica Villa (Università di Pavia)

E le giovani studiose di formAZIONE: Emanuela Bertocchi, Andrea Brusacà, Francesca Cantore, Silvia Contorno, Luisa Cutzu, Alessia Durante, Sara Fiori, Simona Franco, Jennifer Malvezzi, Federica Piana, Giovanna Santaera, Lisa Santillo, Simona Agnese Scattina

Stagiste:
Serena Kruczalak
Alessandra Peru
Gilda Satta

Segreteria amministrativa:
Caterina Bellu
Salvatorina Cadau
Mimma Carta
Paola Cherosu
Stefania Idini
Paola Mazza

FAScinA 2017 è sostenuto da
Regione Autonoma della Sardegna
Fondazione Sardegna Film Commission
Ifold

In collaborazione con
Libreria Mondadori Dessì
Bio Beauté
Venatura

Viaggio a Stoccolma_trailer

In occasione dell’imminente presentazione del film Viaggio a Stoccolma, prevista per il 5 ottobre presso il Teatro Civico di Sassari (Palazzo di città), pubblichiamo il primo trailer ufficiale!

Il film, scritto e diretto da Gabriella Rosaleva, racconta il lungo e faticoso viaggio che Grazia Deledda ha dovuto affrontare per ritirare il Premio Nobel.

A breve pubblicheremo l’intero programma di FAScinA!

FAScinA 2016: il programma completo

Essere (almeno) due. Donne nel cinema italiano

Sassari 13-15 ottobre 2016

fascina2016

Giovedì 13 ottobre 2016
Sala “Milella”, Università di Sassari, Piazza Università, 21

15:30 Apertura dei lavori e saluti di Carla Bassu (Università di Sassari)

16:00-17:30 Panel 1 || Biografie e autobiografie in relazione

La relazione creativa. Miriam. Il diario (Monica Castiglione, 2014)
Simona Pezzano (IULM–Milano)

La relazione dentro. MDLSX (Silvia Calderoni, 2015)

Martina Panelli (Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis /Università di Udine)

Intermezzo: Relazione/Imitazione/Raddoppiamento
Barbara Grespi (Università di Bergamo)

La relazione di cura. Diario di una schizofrenica (Nelo Risi, 1968)

Deborah Toschi (Università di Pavia)

Immagini in relazione. L’invenzione del femminile di Marcella Campagnano (1974-1980)

Giada Cipollone (Università di Pavia)

Coordina: Federica Villa (Università di Pavia)

17:30-18:00 Discussione

18:00-19:00 Presentazione della Galleria n.8 di «Arabeschi. Rivista internazionale di studi su letteratura e visualità»

Introducono le direttrici, Stefania Rimini e Maria Rizzarelli (Università di Catania)

19:00
Sala riservata presso Turondola
Via Torre Tonda, 28
Women in Film & Audiovisual Sardegna meets FAScinA || a cura di Nevina Satta (Fondazione Sardegna Film Commission)



Venerdì 14 ottobre 2016
Sala “Eleonora d’Arborea”, Università di Sassari, Piazza Università, 21

9:00-10:30 Panel 2 || Essere due per riscrivere la storia

Genealogia versus Orfanità: sull’essere (almeno) due donne nel cinema di genere

Simona Busni (Università della Calabria)

Suso Cecchi D’Amico per Anna Magnani

Giulia Carluccio e Cristina Colet (Università di Torino)

Espropri e risarcimenti: le relazioni femminili nei romanzi cinematografici e nella vicenda artistico-biografica di Elsa De’Giorgi

Mariapia Comand (Università di Udine)

Le perturbanti: Monica, Valeria e le altre tra la messa in scena del malessere e la ricerca della felicità

Giulia Fanara (Sapienza – Università di Roma)

Coordina: Lucia Cardone (Università di Sassari)

10:30-11:00 Coffee Break



11:00-12:30 Panel 3 || Relazioni vissute e relazioni simboliche

Una protagonista plurale. Miele di Valeria Golino

Cristina Jandelli (Università di Firenze) e Beatrice Manetti (Università di Torino)

Le acrobate: traiettorie e movimenti dell’esistere

Rosamaria Salvatore (Università di Padova)

Due, nessuna, centomila. Donne in dialogo davanti e dietro la macchina da presa

Micaela Veronesi (Studiosa indipendente)

Coordina: Maria Rizzarelli (Università di Catania)

12:30-13:30 Discussione



Sala “Eleonora d’Arborea”, Università di Sassari, Piazza Università, 21

15:00-16:00 Panel 4 || Sorellanze

Adolescenza altra. Le ragazze di Alice Rohrwacher

Francesca Brignoli (Studiosa indipendente)

Meravigliose sorellanze: ripensare i legami familiari femminili attraverso la collaborazione fra Alice e Alba Rohrwacher

Ilaria A. De Pascalis (Università Roma Tre)

Il miele e l’alveare. Collaborazioni femminili nel cinema di Alice Rohrwacher

Mariapaola Pierini (Università di Torino)

Coordina: Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

16:00-16:40 Panel 5 || Corpi erotici

Il collettivo de Le Ragazze del Porno

Lorenza Fruci (Studiosa indipendente, ARTEPRIMA)

Sguardi collettivi: Le Ragazze del Porno

Sarah-Hèléna van Put (Studiosa indipendente)

Coordina Giovanna Maina (Università di Sassari)

16:40-17:00 Coffee Break



17:00-18:00 Panel 6 || Relazioni e rappresentazioni

Mai da sole. Bambine, esperienza del cinema e processi di socializzazione

Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano)

La rappresentazione delle relazioni tra donne nella manipolazione del trailer come strumento di marketing cinematografico

Martina Federico (Università di Torino)

Mille luci per due star della televisione italiana: la strana coppia di Mina e Raffaella Carrà

Elena Mosconi (Università di Pavia)

Coordina Sandra Lischi (Università di Pisa)

18:00-19:00 Discussione



Sabato 15 ottobre 2016

Aula “Dostoevskij”, DUMAS, Università di Sassari, Via Roma, 151

9:00-10:00 Panel 7 || Essere due

I luoghi della poesia. Antonia Pozzi nel film di Marina Spada Poesia che mi guardi

Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

Trasformiste ed eclettiche. Il percorso artistico di Gabriella Rosaleva e Daniela Morelli

Luisa Cutzu (Università di Sassari)

“Basterebbe una carezza…”: Nada nello sguardo di Costanza Quatriglio

Stefania Rimini (Università di Catania)

Coordina Giulia Carluccio (Università di Torino)

10:00-10:40 Panel 8 || Tessiture relazionali

Riflettersi in molte

Farah Polato (Università di Padova)

Una nessuna centomila: genealogie femminili nel cinema di Alina Marazzi

Cristina Gamberi (Università di Bologna)

Coordina Pia Brancadori (Alice Guy-Circola nel cinema, Cagliari)

10:40-11:10 Coffee Break



11:10-12:10 Panel 8 || Tessiture relazionali

Dal gruppo alla collaborazione a due. L’esperienza di Flavia Alman e Sabine Reiff, pioniere delle nuove immagini

Sandra Lischi (Università di Pisa)

(T)Essere movimento: sperimentazioni audiovisive tra anni Sessanta e Settanta “a partire da noi”

Giulia Simi (Studiosa indipendente)

Tessere la memoria: Eleonora Manca, Maria Lai, Ketty La Rocca. Teorie e pratiche artistiche in dialogo

Elena Marcheschi (Università di Pisa)

12:10-13:10 Discussione

Aula “Dostoevskij”, DUMAS, Università di Sassari, Via Roma, 151

15:30 Tavola Rotonda con le giovani studiose di formAZIONE: Elisa Bianchi, Francesca Bonfanti, Francesca Cantore, Annalisa Castagnoli, Giulia Lavarone, Giulia Muggeo, Valentina Orlando, Maria Federica Piana, Roberta Verde, la regista Marina Spada e le studiose del Forum

Coordinano: Lucia Cardone, Giovanna Maina, Chiara Tognolotti

FAScinA 2016 è sostenuto da:
Regione Autonoma della Sardegna
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Le imperfezioni come spazio di libertà

di Maria Federica Piana

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È di recentissima pubblicazione Imperfezioni. Studi sulle donne nel cinema e nei media, secondo titolo della collana di FAScinA  (Forum annuale delle studiose di cinema e audiovisivi) e che nasce dalle giornate del forum dell’anno precedente.
Sono stati infatti gli incontri di FAScinA il punto di partenza per i trenta contributi raccolti nel volume. L’imperfezione costituisce il tema centrale della riflessione, declinato nelle più svariate forme a seconda degli interessi delle autrici.
Si è partiti quindi da una riflessione sull’imperfezione in ambito cinematografico, ragionando su come essa abbia rappresentato, per le donne che si sono avvicinate alla settima arte, non un limite bensì un inaspettato spazio di libertà, intesa come possibilità di sperimentazione, di allontanamento dai canoni e da ruoli prestabiliti. Libertà che ha portato a scelte filmiche diverse, nuove, che spesso sono state ritenute inadeguate, errate, appunto imperfette, e che proprio nella loro imperfezione sono riuscite a restituire segni evidenti della differenza femminile.
Il tema centrale, data la sua vastità e ricchezza di spunti, è stato suddiviso in cinque nuclei tematici. Nel primo, “Esistenze imperfette. Biografie e autobiografie femminili”, vengono analizzate alcune biografie realizzate attraverso il racconto filmico, come le pellicole su Alda Merini di Antonietta De Lillo indagate da Bernadette Luciano.
Di imperfezione materiale, fisica, tratta la seconda sezione, “Misura e dismisura. Il corpo, il volto, la voce”: dalle soluzioni estreme di chirurgia plastica praticata dalle adolescenti orientali, che mirano a un’idea di perfezione estetica occidentalizzata, allo scempio spettacolarizzato di corpi femminili nel thriller all’italiana.
La terza parte del volume, “Sugli schermi. Rappresentare L’imperfezione”, prende in esame personaggi femminili lontani dagli stereotipi e dai modelli convenzionali. Tra i tanti: le figure di madri costruite da Anna Magnani e analizzate da Chiara Tognolotti e l’imperfezione della Marie Antoinette di Sofia Coppola, evidenziata dall’anacronistica colonna sonora punk, nel contributo di Maria Teresa Soldani.
In “Fuori dal canone”, il quarto nucleo tematico, si approfondisce l’idea di imperfezione come scarto, rottura radicale rispetto ai modelli compiuta da registe come Patrizia Vicinelli, Liliana Cavani e Cecilia Mangini.
La sezione che chiude il volume, “Altre imperfezioni. Immagine elettronica, Tv e performance”, guarda agli altri media come il piccolo schermo, la performance e l’animazione femminile contemporanea, scoprendo in essi il terreno “perfetto” per la sperimentazione e la creazione di linguaggi diversi.
Considerata la natura del tema e la vastità degli spunti e riflessioni possibili, Imperfezioni non intende porsi come volume esaustivo ma come un insieme di sguardi e opinioni differenti, capace di stimolare continuamente nuovi rilanci e far proseguire la riflessione.