programma

FASCinA 2014 Filmare il femminismo – Sassari 21-23 ottobre 2014

 

21 ottobre, aula Dostoevskij, Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, via Roma 151 – Sassari
apertura dei lavori
coordina Lucia Cardone, Università di sassari

h. 15:30, saluti e apertura dei lavori
h. 16:00, proiezione del film Ragazze la vita trema (2009) di Paola Sangiovanni
h. 17:30-18:30, Immagini in movimento: raccontare il femminismo Chiara Cremaschi conversa con Paola Sangiovanni


22 ottobre, Vestibolo dei benefattori, Biblioteca Universitaria, piazza Fiume – Sassari
primo panel: vite da pioniere 1/2
coordina Rosamaria Salvatore, Università di Padova

h. 9:00, Micaela Veronesi (Torino), Femminismi pionieri. Scrivere la vita di una donna che non c’era
h. 9:30, Cristina Jandelli (Università di Firenze), Le biografie femminili nel cinema delle origini
h. 10:00, Elena Mosconi (Università di Pavia), “Mi chiamano Mimì”. Vita artistica di una primadonna tra performance e agency
h. 10:30, Elisa Cuter (Freie Universität, Berlin), “Nel corso del nostro tempo moderno”. Capitalismo e liberazione femminile nell’opera di Emilie Altenloh
h. 11:00 pausa caffè
primo panel: vite da pioniere 2/2
coordina Mariapaola Pierini, Università di Torino

h. 11:30, Chiara Tognolotti (Sarah Lawrence College, Firenze), “La sorella di Jean”. Per riscoprire Marie Epstein
h. 12:00, Pia Brancadori (Circola del Cinema Alice Guy, Cagliari), Dalle pioniere alle artigiane digitali
h. 12:30, Sara Filippelli (Università di Sassari), Pioniere della differenza. Il collettivo cinema Alice Guy di Roma
h. 13, pausa pranzo

22 ottobre, Vestibolo dei benefattori, Biblioteca Universitaria, piazza Fiume – Sassari
secondo panel: tv, media, femminismi 1/2
coordina Nevina Satta, Fondazione SARDEGNA Film Commission

h. 15:00, Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano), Il rovescio della medaglia. Le donne e le professioni della comunicazione nell’Italia degli anni Sessanta e Settanta
h. 15:30, Sara Martin (Università di Udine), Stryx – La sperimentazione pura e libera dei costumi di Gianna Sgarbossa
h. 16:00, Giulia Fanara (Università di Roma La Sapienza), E poi tornammo a casa… (1982) Memorie di donne nel palinsesto della Rai siciliana all’inizio degli anni Ottanta
h. 16:30, pausa caffè

secondo panel: tv, media, femminismi 2/2
coordina Federica Villa, Università di Pavia

h. 17:00, Marta Perrotta (Università di Roma III), La differenza in radio. Le donne al microfono in sala F (1976-1979)
h. 17:30-19:00 Esperienze di donne e femministe alla Rai, Nevina Satta conversa con Loredana Rotondo e Gabriella Rosaleva


23 ottobre, Vestibolo dei benefattori, Biblioteca Universitaria, piazza Fiume- Sassari
terzo panel: filmabili differenze 1/2
coordina Mariagrazia Fanchi, Università Cattolica di Milano

h. 9:00, Bernadette Luciano (University of Auckland) e Susanna Scarparo (Monash University, Melbourne), Vogliamo anche le rose (2007) e Ragazze la vita trema (2009). Rielaborando il movimento femminista nel nuovo documentario storico al femminile
h. 09:30, Ilaria de Pascalis (Università di Roma III), Memoria privata e racconto politico in Vogliamo anche le rose (2007)
h. 10:00, Francesca Parmeggiani (Fordham University, New York), Tra archivio e memoria: militanza e poesia in Poesia che mi guardi (2009) di Marina Spada
h. 10:30, Mariapaola Pierini (Università di Torino), Guardare da vicino le cose del mondo: il cinema di Kelly Reichardt
h. 11:00 pausa caffè

terzo panel: filmabili differenze 2/2
coordina Rosamaria Salvatore, Università di Padova

h. 11:30, Claudia Barolo (Università di Padova), Modulazioni del confine: Sud (1999), De l’autre côté (2002), Là-bas (2006) di Chantal Akerman
h. 12:00, Giovanna Faleschini Lerner (Franklin & Marshall College, Lancaster), Spazi urbani di ospitalità nel cinema delle donne
h. 12:30, Lucia Cardone (Università di Sassari), Differenze di scrittura. L’Amore molesto da Ferrante a Martone
h. 13:00, pausa pranzo

23 ottobre, Vestibolo dei benefattori, Biblioteca Universitaria, piazza Fiume- Sassari
quarto panel: trame elettroniche 1/2
coordina Sara Filippelli, Università di Sassari

h. 15:00, Federica Villa (Università di Pavia), La prepotenza del corpo. La richiesta delle Hidden Mothers a Linda Fregni Nagrer
h. 15:30, Deborah Toschi (Università di Pavia), Ricucire lo sguardo. Il sapiente intreccio dell’anatomia digitale
h. 16:00, Alice Cati (Università Cattolica di Milano), Creazioni a ritroso. Lo scambio intergenerazionale di visioni al femminile
h. 16:30, pausa caffè

quarto panel: trame elettroniche 2/2
coordina Chiara Tognolotti, Sarah Lawrence College, Firenze

h. 17:00, Elena Marcheschi (Università di Pisa), Il corpo è il messaggio
h. 17:30, Lucia Tralli (Università di Bologna), Il fandom delle ragazze. Nuovi percorsi di spettatorialità produttiva femminile
h. 18:00, Giulia Simi (Università di Pisa), Rivoluzioni fatte in casa: il Sessantotto di Giosetta Fioroni tra cinema amatoriale e happening
h. 18:30-19:30 Per chiudere e riaprire: immaginando FASCinA 2015, discussione coordinata da Lucia Cardone e Sara Filippelli (Università di Sassari)

 


 

FASCinA è un progetto finanziato da

Fondazione SARDEGNA Film Commission – Regione Autonoma della Sardegna

Fondazione Banco di Sardegna

a cura di
Lucia Cardone
Sara Filippelli
organizzazione logistica
Segreteria Amministrativa DUMAS
Caterina Bellu
Mimma Carta
Stefania Idini
Paola Mazza
hanno collaborato
Luisa Cutzu
Emma Gobbato
Federica Ligios
Elisabetta Satta
Libreria Dessì, Sassari

SIL-Società Italiana delle Letterate sostiene FASCinA

http://www.societadelleletterate.it/2014/07/le-donne-i-cinema-filmare-il-femminismo/

 

Le donne, i cinema: filmare il femminismo

di Lucia Cardone e Sara Filippell

Cinema e scritture femminili. Letterate italiane tra la pagina e lo schermo è stato il primo appuntamento (2011) che ha riunito studiose di cinema, letterate, filosofe all’Universitàdi Sassari per discutere della scrittura delle donne su e per lo schermo. Da queste giornate di studi è scaturito un volume dal titolo omonimo, che abbiamo curato e pubblicato presso Iacobelli editore, nella bella collana diretta da Annamaria Crispino (Workshop). Quei due giorni di settembre hanno stimolato fortemente tutte noi, spingendoci a intensificare le nostre relazioni e a individuare delle tracce comuni nel lavoro di ricerca di ciascuna: c’è stato fin da subito il desiderio di incontrarsi nuovamente per discutere ancora dei molti temi emersi nel primo convegno.

Pertanto l’anno successivo abbiamo pensato fosse naturale rivederci per intrecciare ancora i nostri percorsi di studio, ripartendo dai nodi che ci eravamo promesse di sciogliere, e così è stato: Una cinepresa tutta per sé. Esperienze di cinema delle donne in Italia ha raccolto sempre a Sassari studiose, registe, archiviste che, con lo stesso entusiasmo, si sono messe in gioco partendo da sé per riflettere sui modi, i tempi, le necessità delle produzioni audiovisive delle donne. Questi primi due appuntamenti sono stati il frutto delle relazioni che abbiamo con amiche, colleghe, studiose e compagne di femminismo, senza le quali non avremo potuto creare il clima fecondo e ricco di generosità e di pensiero che ha caratterizzato gli incontri sassaresi. Il 2013 è stato un anno di pausa per il nostro appuntamento (le risorse finanziarie scarseggiavano), ma forse è stato proprio questo lungo intervallo a far emergere con più nettezza il nostro desiderio, ossia che questo convegno dovesse diventare un appuntamento fisso, annuale, e imperdibile. Ancora una volta la forza delle relazioni ci ha spinte a procedere, con passo sicuro, e a dare corpo a questo desiderio.

Così il convegno ha trovato una identità piùsalda e un nome, un acronimo FASCinA- Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi, mutandosi in un contenitore che ogni anno riproporremo, arricchendolo, modificandolo, raccogliendo i frutti dei nostri confronti con donne con le quali stiamo facendo un percorso comune e con donne “nuove”che incontreremo sul nostro, speriamo lungo, cammino. La scelta di trasformare il convegno sassarese nelForum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi va nella direzione di accreditare l’Università di Sassari come punto di riferimento per questo filone di studi in Italia, rinsaldando la fitta rete che tiene insieme le studiose dell’Ateneo turritano e le ricercatrici di altri prestigiosi Atenei, quali le Universitàdi Firenze, di Pisa, di Pavia, di Roma, della Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Sarah Lawrence College, e molti altri.

L’appuntamento di quest’anno, Le donne, i cinema: filmare il femminismo (Sassari, 21-23 ottobre), mette a tema il rapporto fra cinema e movimenti delle donne, mirando in particolare, ma non esclusivamente, al panorama italiano. Le riflessioni si articolano in quattro nuclei tematici, al fine di analizzare in maniera ampia ed approfondita un tema molto complesso e che ci sta molto a cuore. Il primo nucleo ha un taglio storico e genealogico e si concentra sulla presenza del cinema e dell’audiovisivo all’interno dei collettivi femministi a partire dagli anni ’70 per arrivare alle esperienze contemporanee del cosiddetto neofemminismo. Il secondo nucleo è incentrato sulla televisione e in particolare su quelle produzioni realizzate dalle donne che mostrano legami con le pratiche femministe. Il terzo nucleo mette a confronto le elaborazioni del pensiero delle donne e il loro intersecarsi con la produzione cinematografica e audiovisiva. Il quarto nucleo, infine, è dedicato alle nuove tecnologie e alle multiformi realizzazioni che, nel campo della produzione elettronica, si intrecciano e si sono intrecciate con il femminismo.

Inscrivendosi nella prospettiva dei Women’s Studies, FASCinA propone un punto di vista differente sulla produzione e sulla ricezione del cinema e degli audiovisivi in Italia, e ambisce a ripercorrerne l’intera parabola a partire da quel “soggetto imprevisto”, le donne, apparso sulla scena della Storia, di fatto, assieme al cinematografo. In tal senso, FASCinA intende cominciare a riempire la mancanza – che è insieme concreta e simbolica – delle donne nella storia italiana del cinema e degli audiovisivi. Vorremmo riuscire a dar conto, a nominare e a valorizzare gli apporti delle autrici, scrittrici, registe, attrici, montatrici e così via al cinema e all’industria culturale; i loro contributi all’elaborazione dell’immaginario (cinematografico e audiovisivo) del Paese; e la peculiare posizione ricettiva delle donne, interrogandoci sulla spettatorialità femminile e portando la questione della differenza dalla parte della visione.

call for papers FASCinA

 FASCinA – Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi

III edizione, Sassari 22-23 ottobre 2014

Le donne, i cinema: filmare il femminismo

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Giunto alla terza edizione, il convegno sassarese, Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivo, conferma la sua vocazione alla pluralità di approcci e sconfinamenti possibili, che lo ha caratterizzato fin dal principio. L’appuntamento di quest’anno mette a tema il rapporto fra cinema e femminismo, mirando in particolare, ma non esclusivamente, al panorama italiano.

Gli atti del convegno saranno pubblicati presso l’editore ETS di Pisa.

Le e gli interessati possono inviare una proposta di intervento (titolo e abstract) afascina@uniss.it entro il 20 agosto 2014.

Sono sorprendentemente pochi i film che raccontano le vicende del femminismo “storico”, se guardiamo ai movimenti degli anni Settanta e alle labili tracce che hanno lasciato sugli schermi. Che le pratiche femministe di allora fossero “invisibili agli occhi”, compreso quello meccanico e per solito accogliente della macchina da presa, è una questione che, ancora oggi, ci interroga. Non si tratta di lamentare una assenza, o una censura dello sguardo (che forse in parte può essersi consumata), quanto piuttosto di riflettere sul rapporto fra femminismo e cinema. E’ possibile raccontare le avventurose storie del femminismo attraverso le immagini in movimento? Quello del cinema è uno sguardo sufficientemente perspicace per dire la politica delle donne senza tradurla in apparato ideologico, senza cedere alle lusinghe (narrative e di mercato) del bozzetto di costume?

I femminismi, sostanziandosi di azioni ed elaborazioni differenti e a tratti sfuggenti, indefinibili, hanno bisogno di altri sguardi per dirsi, e di altri sensi, ben oltre l’occhio, ilguardare, che implica uno stare fuori: le pratiche politiche delle donne, propriamente e in tutti i sensi, mettono in campo i corpi, poiché muovono dal desiderio e da un pensiero inseparabile dal corpo. E’ possibile raccontare tutto questo senza cadere nelle trappole della spettacolarizzazione, nei tranelli del già detto, del cliché?

Sono domande difficili alle quali, forse, grazie alle nuove tecnologie, alla nuovissima disponibilità guadagnata dai dispositivi di ripresa e di montaggio digitale, e soprattutto grazie alla autorevolezza ormai riconosciuta alle elaborazioni del pensiero femminista, possiamo rispondere positivamente, volgendoci ai molti schermi che, per varie vie, tentano di raccontare le femministe del passato e del presente.

I temi guida del convegno si articolano in quattro direzioni:

  1. Le femministe “storiche” e il cinema dei collettivi. Esperienza frammentaria ma significativa, l’attività “gruppi cinema” nati all’interno della militanza femminista è un fenomeno rimasto sommerso e ancora da indagare, sia dal punto di vista delle produzioni, sia sul versante della fruizione e della “cinefilia femminista” che ha avuto uno spazio e un ruolo considerevole nei gruppi e, con varie rifrazioni, nel corpo sociale. E’ una storia da rintracciare interamente e da nominare. Cosa resta di queste esperienze? Quali legami esistono con il cinema e con i femminismi del presente? E’ possibile costruire una genealogia?
  2. La Tv delle delle donne. Tra i frutti più fecondi della contaminazione avvenuta negli anni Settanta fra femminismo e audiovisivo spiccano alcune pionieristiche produzioni televisive, nate all’ombra della Rai (o in felici interstizi produttivi), che hanno rinnovato fortemente il panorama del piccolo schermo, inaugurando, spesso senza riconoscimento, modi differenti di fare televisione. E’ possibile, attraverso testimonianze e studi di caso, tracciare una mappa di queste produzioni? Quali rapporti hanno, se ne hanno, con i format destinati alle donne proposti sugli schermi contemporanei?
  3. Filmabili differenze. Il pensiero delle donne, il partire da sé, la cura del circostante, la valorizzazione delle relazioni, il lavoro attorno al materno sono temi cardine del femminismo che, variamente e sovente in modi obliqui, hanno intersecato la produzione audiovisiva. Senza dubbio le elaborazioni delle donne hanno abitato ed abitano il cinema in varie maniere, non solo attraverso la regia, ma anche con la scrittura, con la performance attoriale, con la pratica del montaggio e così via. E’ possibile, attraverso analisi filmiche, studi di caso, riflessioni su autrici e autori, far emergere le tracce visibili, percepibili, e dunque filmabili, di questa differenza?
  4. Tessiture elettroniche. Il video, in particolare il variegato panorama della non fiction, offre uno  spazio aperto alle elaborazioni delle donne, uno spazio dove le nuove tecnologie si mescolano a saperi antichi, a un “fare” tradizionalmente femminile legato appunto alla tessitura, al tenere assieme, all’intrecciare. Quali sono le emergenze più significative di questi “ricami elettronici”? Quali rapporti li legano ai movimenti femministi?