FAScinA_2017_Call for Papers

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Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2017

Università di Sassari, 5-7 ottobre 2017

VAGHE STELLE. Attrici del/nel cinema italiano

a cura di Lucia Cardone, Giovanna Maina, Stefania Rimini, chiara Tognolotti

Giunto alla sesta edizione, il Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi conferma la vocazione alla molteplicità di approcci e sconfinamenti possibili che lo ha caratterizzato fin dal principio. L’appuntamento del 2017 mette a tema il lavoro delle (e attorno alle) attrici)  nel panorama cinematografico e audiovisivo italiano.

La pluralità di volti, destini e storie declinate dalle attrici della produzione audiovisiva nazionale, spesso profondamente diverse tra loro per formazione e stile, costituisce indubbiamente un campo di indagine non più differibile. Studiarne il lavoro è un’impresa solo apparentemente priva di complicazioni. Ricettacolo della memoria visiva e dell’immaginario, in determinati casi addirittura veicolo di internazionalizzazione dell’italianità, le attrici (dalle dive canonizzate alle “giovani promesse” di ogni epoca) appaiono come un oggetto facilmente decodificabile e storicizzabile. Proprio questa apparente facilità, tuttavia, espone la ricerca al rischio della semplificazione, della riduzione personalistica o addirittura del fraintendimento agiografico.

L’obiettivo di FAScinA 2017 è quello di proporre un punto di vista differente, capace di restituire l’eterogeneità di un paesaggio complesso, dove le singole soggettività siano colte nelle loro relazioni di collaborazione, influenza e rifrazione simbolica, e nel confronto con i diversi contesti storico-sociali, produttivi e di consumo.

Il Forum intende dunque censire e analizzare il lavoro e la presenza delle attrici nella produzione audiovisiva nazionale, tenendo in considerazione soprattutto:

  • la costruzione delle persone divistiche e delle carriere;
  • gli stili di recitazione;
  • la fortuna critica;
  • le vicende biografiche e le collaborazioni;
  • l’impatto sugli immaginari e i saperi condivisi;
  • la circolazione transnazionale delle singole attrici e/o delle loro immagini.

Ciò che ci sta a cuore è una prospettiva che sappia coniugare lo studio storico-biografico e la ricerca d’archivio con strumenti analitici derivanti da performance studies, celebrity studies e ovviamente women’s studies. In particolare, incoraggiamo l’invio di proposte incentrate su:

  • analisi testuali (film, video, serie TV, ecc.) e paratestuali (materiale promozionale di vario tipo, servizi fotografici, ecc.), correlate alla produzione di una o più attrici;
  • ricerca in archivi privati e pubblici su materiali personali, contratti, corrispondenze, lettere dei fan, ecc.;
  • perlustrazione delle testimonianze rese dalle singole attrici (interviste con giornaliste/i e studiose/i) e dei memoir (autobiografie);
  • approfondimenti sul lavoro intellettuale delle attrici (romanzi, produzione poetica o saggistica);
  • ricognizioni sulla presenza/assenza delle attrici nelle teorie generali dell’attore.

Come nelle precedenti edizioni, anche per FAScinA 2017 le studiose di cinema e di audiovisivi sono chiamate ad approfondire una specifica parola chiave – attrici – declinandola ciascuna nel proprio campo di interesse, con l’obiettivo di cercare una nuova prospettiva sulla storia del cinema e dei media e, soprattutto, di mettere a fuoco le attività delle donne all’interno della filiera filmica italiana.

I lavori del Forum saranno pubblicati in un volume di studi presso le Edizioni ETS nella collana FAScinA, diretta da Lucia Cardone e Mariagrazia Fanchi).

La positiva esperienza dell’edizione 2016, che ha visto la creazione della Galleria n. 8 di «Arabeschi» , ha portato a una collaborazione più strutturata con la rivista: nasce, infatti, da quest’anno una sezione permanente chiamata Smarginature, interamente dedicata alla disseminazione e al rilancio delle riflessioni elaborate dal network di ricerca legato a FAScinA.

Le interessate possono inviare una proposta di intervento – titolo, abstract (max 1.000 caratteri), curriculum vitae – a fascina.forum@gmail.com entro il 15 luglio 2017.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) per la pubblicazione su Smarginature entro il 1 settembre 2017.

La lingua del Forum è l’italiano.

Annunci

FAScinA 2016: il programma completo

Essere (almeno) due. Donne nel cinema italiano

Sassari 13-15 ottobre 2016

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Giovedì 13 ottobre 2016
Sala “Milella”, Università di Sassari, Piazza Università, 21

15:30 Apertura dei lavori e saluti di Carla Bassu (Università di Sassari)

16:00-17:30 Panel 1 || Biografie e autobiografie in relazione

La relazione creativa. Miriam. Il diario (Monica Castiglione, 2014)
Simona Pezzano (IULM–Milano)

La relazione dentro. MDLSX (Silvia Calderoni, 2015)

Martina Panelli (Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis /Università di Udine)

Intermezzo: Relazione/Imitazione/Raddoppiamento
Barbara Grespi (Università di Bergamo)

La relazione di cura. Diario di una schizofrenica (Nelo Risi, 1968)

Deborah Toschi (Università di Pavia)

Immagini in relazione. L’invenzione del femminile di Marcella Campagnano (1974-1980)

Giada Cipollone (Università di Pavia)

Coordina: Federica Villa (Università di Pavia)

17:30-18:00 Discussione

18:00-19:00 Presentazione della Galleria n.8 di «Arabeschi. Rivista internazionale di studi su letteratura e visualità»

Introducono le direttrici, Stefania Rimini e Maria Rizzarelli (Università di Catania)

19:00
Sala riservata presso Turondola
Via Torre Tonda, 28
Women in Film & Audiovisual Sardegna meets FAScinA || a cura di Nevina Satta (Fondazione Sardegna Film Commission)



Venerdì 14 ottobre 2016
Sala “Eleonora d’Arborea”, Università di Sassari, Piazza Università, 21

9:00-10:30 Panel 2 || Essere due per riscrivere la storia

Genealogia versus Orfanità: sull’essere (almeno) due donne nel cinema di genere

Simona Busni (Università della Calabria)

Suso Cecchi D’Amico per Anna Magnani

Giulia Carluccio e Cristina Colet (Università di Torino)

Espropri e risarcimenti: le relazioni femminili nei romanzi cinematografici e nella vicenda artistico-biografica di Elsa De’Giorgi

Mariapia Comand (Università di Udine)

Le perturbanti: Monica, Valeria e le altre tra la messa in scena del malessere e la ricerca della felicità

Giulia Fanara (Sapienza – Università di Roma)

Coordina: Lucia Cardone (Università di Sassari)

10:30-11:00 Coffee Break



11:00-12:30 Panel 3 || Relazioni vissute e relazioni simboliche

Una protagonista plurale. Miele di Valeria Golino

Cristina Jandelli (Università di Firenze) e Beatrice Manetti (Università di Torino)

Le acrobate: traiettorie e movimenti dell’esistere

Rosamaria Salvatore (Università di Padova)

Due, nessuna, centomila. Donne in dialogo davanti e dietro la macchina da presa

Micaela Veronesi (Studiosa indipendente)

Coordina: Maria Rizzarelli (Università di Catania)

12:30-13:30 Discussione



Sala “Eleonora d’Arborea”, Università di Sassari, Piazza Università, 21

15:00-16:00 Panel 4 || Sorellanze

Adolescenza altra. Le ragazze di Alice Rohrwacher

Francesca Brignoli (Studiosa indipendente)

Meravigliose sorellanze: ripensare i legami familiari femminili attraverso la collaborazione fra Alice e Alba Rohrwacher

Ilaria A. De Pascalis (Università Roma Tre)

Il miele e l’alveare. Collaborazioni femminili nel cinema di Alice Rohrwacher

Mariapaola Pierini (Università di Torino)

Coordina: Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

16:00-16:40 Panel 5 || Corpi erotici

Il collettivo de Le Ragazze del Porno

Lorenza Fruci (Studiosa indipendente, ARTEPRIMA)

Sguardi collettivi: Le Ragazze del Porno

Sarah-Hèléna van Put (Studiosa indipendente)

Coordina Giovanna Maina (Università di Sassari)

16:40-17:00 Coffee Break



17:00-18:00 Panel 6 || Relazioni e rappresentazioni

Mai da sole. Bambine, esperienza del cinema e processi di socializzazione

Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano)

La rappresentazione delle relazioni tra donne nella manipolazione del trailer come strumento di marketing cinematografico

Martina Federico (Università di Torino)

Mille luci per due star della televisione italiana: la strana coppia di Mina e Raffaella Carrà

Elena Mosconi (Università di Pavia)

Coordina Sandra Lischi (Università di Pisa)

18:00-19:00 Discussione



Sabato 15 ottobre 2016

Aula “Dostoevskij”, DUMAS, Università di Sassari, Via Roma, 151

9:00-10:00 Panel 7 || Essere due

I luoghi della poesia. Antonia Pozzi nel film di Marina Spada Poesia che mi guardi

Chiara Tognolotti (Università di Firenze)

Trasformiste ed eclettiche. Il percorso artistico di Gabriella Rosaleva e Daniela Morelli

Luisa Cutzu (Università di Sassari)

“Basterebbe una carezza…”: Nada nello sguardo di Costanza Quatriglio

Stefania Rimini (Università di Catania)

Coordina Giulia Carluccio (Università di Torino)

10:00-10:40 Panel 8 || Tessiture relazionali

Riflettersi in molte

Farah Polato (Università di Padova)

Una nessuna centomila: genealogie femminili nel cinema di Alina Marazzi

Cristina Gamberi (Università di Bologna)

Coordina Pia Brancadori (Alice Guy-Circola nel cinema, Cagliari)

10:40-11:10 Coffee Break



11:10-12:10 Panel 8 || Tessiture relazionali

Dal gruppo alla collaborazione a due. L’esperienza di Flavia Alman e Sabine Reiff, pioniere delle nuove immagini

Sandra Lischi (Università di Pisa)

(T)Essere movimento: sperimentazioni audiovisive tra anni Sessanta e Settanta “a partire da noi”

Giulia Simi (Studiosa indipendente)

Tessere la memoria: Eleonora Manca, Maria Lai, Ketty La Rocca. Teorie e pratiche artistiche in dialogo

Elena Marcheschi (Università di Pisa)

12:10-13:10 Discussione

Aula “Dostoevskij”, DUMAS, Università di Sassari, Via Roma, 151

15:30 Tavola Rotonda con le giovani studiose di formAZIONE: Elisa Bianchi, Francesca Bonfanti, Francesca Cantore, Annalisa Castagnoli, Giulia Lavarone, Giulia Muggeo, Valentina Orlando, Maria Federica Piana, Roberta Verde, la regista Marina Spada e le studiose del Forum

Coordinano: Lucia Cardone, Giovanna Maina, Chiara Tognolotti

FAScinA 2016 è sostenuto da:
Regione Autonoma della Sardegna
Fondazione Sardegna Film Commission

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in collaborazione con

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Stagiste
Gilda Satta
Nadia Satta
Maria Federica Piana

Segreteria amministrativa
Caterina Bellu
Mimma Carta
Salvatorina Cadau
Alma Cardi
Stefania Idini
Paola Mazza




Le imperfezioni come spazio di libertà

di Maria Federica Piana

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È di recentissima pubblicazione Imperfezioni. Studi sulle donne nel cinema e nei media, secondo titolo della collana di FAScinA  (Forum annuale delle studiose di cinema e audiovisivi) e che nasce dalle giornate del forum dell’anno precedente.
Sono stati infatti gli incontri di FAScinA il punto di partenza per i trenta contributi raccolti nel volume. L’imperfezione costituisce il tema centrale della riflessione, declinato nelle più svariate forme a seconda degli interessi delle autrici.
Si è partiti quindi da una riflessione sull’imperfezione in ambito cinematografico, ragionando su come essa abbia rappresentato, per le donne che si sono avvicinate alla settima arte, non un limite bensì un inaspettato spazio di libertà, intesa come possibilità di sperimentazione, di allontanamento dai canoni e da ruoli prestabiliti. Libertà che ha portato a scelte filmiche diverse, nuove, che spesso sono state ritenute inadeguate, errate, appunto imperfette, e che proprio nella loro imperfezione sono riuscite a restituire segni evidenti della differenza femminile.
Il tema centrale, data la sua vastità e ricchezza di spunti, è stato suddiviso in cinque nuclei tematici. Nel primo, “Esistenze imperfette. Biografie e autobiografie femminili”, vengono analizzate alcune biografie realizzate attraverso il racconto filmico, come le pellicole su Alda Merini di Antonietta De Lillo indagate da Bernadette Luciano.
Di imperfezione materiale, fisica, tratta la seconda sezione, “Misura e dismisura. Il corpo, il volto, la voce”: dalle soluzioni estreme di chirurgia plastica praticata dalle adolescenti orientali, che mirano a un’idea di perfezione estetica occidentalizzata, allo scempio spettacolarizzato di corpi femminili nel thriller all’italiana.
La terza parte del volume, “Sugli schermi. Rappresentare L’imperfezione”, prende in esame personaggi femminili lontani dagli stereotipi e dai modelli convenzionali. Tra i tanti: le figure di madri costruite da Anna Magnani e analizzate da Chiara Tognolotti e l’imperfezione della Marie Antoinette di Sofia Coppola, evidenziata dall’anacronistica colonna sonora punk, nel contributo di Maria Teresa Soldani.
In “Fuori dal canone”, il quarto nucleo tematico, si approfondisce l’idea di imperfezione come scarto, rottura radicale rispetto ai modelli compiuta da registe come Patrizia Vicinelli, Liliana Cavani e Cecilia Mangini.
La sezione che chiude il volume, “Altre imperfezioni. Immagine elettronica, Tv e performance”, guarda agli altri media come il piccolo schermo, la performance e l’animazione femminile contemporanea, scoprendo in essi il terreno “perfetto” per la sperimentazione e la creazione di linguaggi diversi.
Considerata la natura del tema e la vastità degli spunti e riflessioni possibili, Imperfezioni non intende porsi come volume esaustivo ma come un insieme di sguardi e opinioni differenti, capace di stimolare continuamente nuovi rilanci e far proseguire la riflessione.

FAScinA 2016 || CfP

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2016

Sassari 13-15 ottobre 2016

Essere (almeno) due. Donne nel cinema italiano

Giunto alla quinta edizione, il Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi conferma la vocazione alla pluralità di approcci e sconfinamenti possibili, che lo ha caratterizzato fin dal principio. L’appuntamento del 2016 mette a tema le relazioni femminili all’interno del panorama italiano del cinema e degli audiovisivi.

I lavori del Forum saranno pubblicati in un volume di studi presso le Edizioni ETS nella collana FAScinA, diretta da Lucia Cardone e Mariagrazia Fanchi.

Inoltre, per la prima volta, una anticipazione dei temi e dei contenuti del Forum verrà pubblicata, grazie alla collaborazione con le direttrici Stefania Rimini e Maria Rizzarelli, nella sezione Galleria della rivista «Arabeschi» che sarà presentata durante i lavori di FAScinA 2016.

Le interessate possono inviare una proposta di intervento (titolo e abstract) a fascina.forum@gmail.com entro il 30 luglio 2016.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) per la pubblicazione su «Arabeschi» entro il 5 settembre 2016.

La lingua del Forum è l’italiano.

Come nelle precedenti edizioni, anche per FASCinA 2016 le studiose di cinema e di audiovisivi sono chiamate ad approfondire una specifica key word, declinandola ciascuna nel proprio campo di interessi, con l’obiettivo di cercare una nuova prospettiva sulla storia del cinema e dei media e, soprattutto, di mettere a fuoco i lavori e le attività delle donne all’interno della filiera filmica italiana.

A guidare questo nuovo percorso alla ricerca delle donne del cinema italiano è una eco, che risuona fin dal titolo, di Luce Irigaray, e precisamente del suo Essere due (1994). Da lì e dunque da un testo che disegna il mondo a partire dalla differenza sessuale in azione e in continuo dialogo con l’altro da sé, è tratto il filo di un pensiero che vorremmo ritessere all’interno della produzione filmica e audiovisiva nazionale, uno scenario per lungo tempo  tratteggiato come monosessuato, quasi fosse abitato da un (dal) soggetto unico.

Negli ultimi anni anche in Italia cominciano a prendere corpo altre narrazioni, storie diverse che, mutando la prospettiva, aprendosi alla concretezza delle pratiche (il fare) e misurandosi con la molteplicità delle esistenze (le vite), lasciano intravedere un paesaggio cinematografico più ampio, in tensione e in divenire, un paesaggio vivificato dalla presenza delle donne. Guardando a questo panorama nuovo, che per molti versi è ancora incerto e lacunoso, ci accorgiamo che per esistere e porsi come soggetto è essenziale, per le donne, essere almeno due, ossia fare leva sulle energie e le risorse della relazione femminile. Difatti, il reciproco affidamento, le varie tattiche e strategie di sostegno, di complicità, o semplicemente di vicinanza, ancor prima che il femminismo ne riconoscesse il potenziale rivoluzionario, sono tratti ritornanti nei vissuti di molte donne, comprese quelle che si sono trovate a confrontarsi con uno spazio, quello del cinema, plasmato dallo sguardo maschile. Così, nell’esplorazione del panorama audiovisivo nazionale vorremmo mettere a tema proprio questi legami fra donne – intrecciando e in parte forzando il filo di Irigaray – per indagare le fantasiose e a volte invisibili potenzialità delle relazioni femminili.

Studiare le donne cercandone almeno due significa invero scardinare alcuni luoghi comuni e abitudini di pensiero sottilmente misogine che hanno informato, e ancora in parte informano, le narrazioni correnti. Ci riferiamo anzi tutto all’idea che le peggiori nemiche delle donne siano le donne stesse; ed anche al convincimento che sia il talento e la genialità di una singola a fare la differenza, consentendole di affermarsi da sé sola nel mondo maschile. Certo, la storia delle donne nel cinema si può raccontare anche in questi termini, mettendo al centro l’antagonismo e la contrapposizione fra soggetti. Ma questa è una storia che non ci interessa giacché riduce le pratiche e le esistenze concrete alla antica dialettica servo-padrone e tralascia l’essenziale, ossia manca di mettere in luce le opportunità di mutamento prodotte (o anche soltanto promesse) dall’ingresso delle donne, intese come soggettività nuova e plurale, nel quadro della produzione filmica (e nel mondo).

Chiediamo dunque alle autrici di immaginare dei ritratti doppi, di cogliere le registe, le attrici, le produttrici, le montatrici e, nel loro insieme, le fautrici del cinema italiano in relazione fra loro, almeno due, appunto. Non dovrà trattarsi necessariamente di una collaborazione o di una relazione avvenuta nella vita reale, ma potranno trovare spazio in questa galleria anche consonanze simboliche, rapporti ideali consumati magari a distanza di decenni (recuperati in sede critica o già evocati in qualche misura dalle protagoniste stesse), senza dimenticare il versante della rappresentazione e i legami agiti sugli schermi dalle personagge. Strade percorse insieme, migrazioni di senso, sovrapposizioni, eredità, trasmissione di saperi: per provare a raffigurare la differenza femminile in azione, e per costruire un racconto capace di restituire i passi imprevisti di quelle donne che, in vari modi, si sono accompagnate e si accompagnano nel lavoro per il cinema e nelle sue storie.

Aperture e complessità: l’imperfezione nel cinema delle donne

Il tema della quarta edizione di FAScinA- Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi è l’imperfezione nel cinema e negli audiovisivi delle donne, filo conduttore che lega gli 8 “panel” nei quali si articoleranno le giornate del Forum: 1/ Scampoli, avanzi, scarti; 2/ Cinema e scritture femminili/ Deledda reloaded; 3/attorno alle biografie/ Vite imperfette; 4/ Sui generis / Fuori dal canone; 5/ La scrittura del sé / Narrarsi e riconoscersi imperfette; 6/ Altre imperfezioni / Video / Performance / Editoria; 7/ Personagge / Ruoli / Volti imperfetti; 8/ Imperfezione: corpo a corpo.

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I lavori si apriranno con un omaggio a Grazia Deledda, offerto dalla prima assoluta del video di Giusy Calia realizzato in esclusiva per FAScinA_2015, al quale seguirà la proiezione di Cenere, nella versione restaurata dalla Cineteca Sarda.

La seconda giornata sarà incentrata sulle narrazioni biografiche, descritte ed analizzate dalle varie studiose. Fra queste Micaela Veronesi, muovendo proprio dalle circostanze della vita, metterà in evidenza la personalità eclettica della regista, scrittrice e pittrice Lorenza Mazzetti ed analizzerà il tema dell’imperfezione in termini stilistici, metaforici ed esistenziali. Allo stesso modo, Farah Polato darà voce alla sofferenza prodotta dal sentimento dell’imperfezione femminile e della mancata corrispondenza ad un modello posto come indiscutibile attraverso Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi che, come è noto, ha utilizzato il found footage e i film di famiglia per ricomporre visivamente il malessere di una figura materna che non ha mai trovato un posto nel mondo. Nella stessa direzione la regista Antonietta De Lillo, presa in esame da Bernadette Luciano, ha riutilizzato immagini preesistenti e inizialmente “scartate” nel montaggio di Ogni sedia ha il suo rumore per delineare la figura di Alda Merini, la sua vita pubblica e privata, realizzando così, a partire dagli scarti, un nuovo documentario intitolato La pazza della porta accanto. Cristina Colet, che si occupa di cinema cinese, descriverà come la volontà di non adeguarsi ad un modello prestabilito abbia trovato in Yang Naimei, autrice e produttrice attiva negli anni ’20, una energica a tenace portavoce nel lontano Oriente.

La tematica dell’imperfezione si manifesta attraverso innumerevoli forme: ne è un esempio il lavoro di Liliana Cavani, indagato da Maria Giovanna Piano, in una prospettiva filosofica, confrontandolo con la figura e il pensiero di Simone Weil, e da Francesca Brignoli, che guarda invece al versante dei personaggi e della recitazione. Cavani sperimenta un cinema dove i protagonisti non sono interpretati esclusivamente da donne, ma il vero protagonista è la ricerca della completa adesione a se stessi, attuata soprattutto da figure maschili che, nel cinema della regista, sono portatrici di un pensiero, di passioni e di furori solitamente attribuite ai personaggi femminili. La fluidità tra generi, la contaminazione fra maschile e femminile diviene per Cavani uno spazio di libertà nel quale si spinge in esplorazione. Un’altra forma di libertà, esaminata da Monica Dall’Asta, si esprime nel Cinema irregolare di Patrizia Vicinelli, dove la biografia dell’autrice si intreccia ai film nei quali ha recitato e in quelli ai quali ha collaborato. Un elemento ricorrente nel suo cinema è il rimando al privato, al film di famiglia, allo stile intimo e frammentato degli home movie, messo in atto dalla sperimentazione cinematografica con l’intento di tramandare l’immagine della propria vita quotidiana, delle proprie relazioni, dei propri amori e delle proprie ossessioni, perfino del proprio viso e del proprio corpo. L’intento di mostrare la quotidianità, in particolare il lavoro delle donne degli anni Sessanta e Settanta, è presente anche nel documentario Essere Donne di Cecilia Mangini, che Dalila Missero utilizzerà per segnare le tappe dello sviluppo verso il riconoscimento del ruolo femminile nella lotta di classe.

Le nuove tecnologie, soprattutto l’immagine elettronica, si sono presentate come alternative imperfette all’immagine cinematografica e sin dal loro esordio hanno stimolato interesse nelle studiose e nelle artiste, autentiche pioniere del video, che volevano distanziarsi dai media dominanti. Sandra Lischi mostrerà come oggi la tecnologia, che non ha più l’innata imperfezione degli inizi, tenda a simulare la “sfilacciatura” originaria, ricreandola attraverso tecniche sperimentali. Sempre sul versante elettronico, Elena Marcheschi mostrerà come, recentemente, sia cresciuto il numero di artiste di livello internazionale che hanno trovato nelle tecnologie innovative – l’animazione sperimentale in 2D o 3D – un significativo spazio di espressione. Le artiste prese in esame, tra cui Gemma Burditt, Urte Zintler, Izabela Plucinska, hanno descritto il tema dell’Imperfezione attraverso l’animazione sperimentale, nella quale convergono documentari, videogame e performance.

Siamo di fronte alla performance anche con l’opera di Orlan: artista, per sua stessa definizione, “multimediale, pluridisciplinare e/o interdisciplinare”. Simona Arillotta illustrerà come Orlan abbia deciso di mettere il suo corpo di donna-artista al centro dell’opera, in particolare attraverso un ciclo di nove interventi chirurgici ai quali l’artista si è sottoposta per fabbricare da sé la propria immagine.

Nella terza giornata del Forum l’imperfezione, con Mariagrazia Fanchi, si ripresenta nella questione della mancata conciliazione famiglia-lavoro, più in particolare donne-lavoro. La tematica della famiglia verrà poi approfondita da Sara Sally Hill, la quale si soffermerà sul tema della maternità e della disabilità, sulle ansie e i timori di donne che sentono di non coincidere con le immagini di madri infallibili imposte dalle convenzioni sociali.

Rosamaria Salvatore proporrà due volti imperfetti di donne tenaci, ferme nelle loro decisioni che, nonostante le avversità, rimangono fedeli al proprio desiderio: è il caso di Ree, giovane protagonista di Un gelido inverno, che riesce a salvare la propria vita e la propria casa, fronteggiando la violenza e l’odio di uomini e donne, senza mai recedere dal suo progetto. Anche Ida, giovane novizia all’interno di un convento, protagonista del film omonimo, è costretta ad affrontare eventi traumatici che la conducono a porsi delle domande e mettersi in discussione, ma in entrambi i film le figure femminili antepongono il proprio desiderio alla domanda dell’Altro, delineandosi come figure della forza femminile. Al contrario, l’intervento di Alice Cati porrà l’attenzione sulla vulnerabilità delle donne causata da morbo di Alzheimer e su come questo conduca alla perdita di memoria e quindi a una conseguente e assoluta perdita di sé.

Anna Antonini si occuperà invece delle protagoniste del cinema di Miyazaki Hayao: donne che ricercano collaborazione e rispetto nelle figure maschili, che vivono lo scontro tra le aspettative sociali e i desideri personali e si mettono continuamente alla prova, includendo nelle loro scelte i personaggi maschili, in una rapporto egualitario. Anche Elisa Uffredduzzi mostrerà come, già nel tango del cinema muto italiano, attraverso alcune significative scene di danza, la donna-attrice-danzatrice tentava di sfuggire al ruolo passivo di seguidora che generalmente ricopriva.

L’imperfezione delle donne, secondo Simona Busni, è riscontrabile anche nel melodramma dove le protagoniste sono mute, isolate, vittime di un impulso scettico irrisolvibile che le porta a dubitare degli altri e del proprio sentire e che le conduce lungo il crinale dell’inespressività assoluta.

I diversi interventi, muovendo da molte e a volte distanti prospettive di indagine, mostrano di accogliere sapientemente la scommessa di FAScinA_2015. Una scommessa che mira a ripercorrere la storia del cinema e dei media dal punto di vista delle donne proprio a partire dall’idea di imperfezione, della quale si seguono le tracce nel primo cinema, nel muto, fino ad arrivare alla contemporaneità, alla produzione audiovisiva degli ultimi anni, assai disponibile, grazie alle nuove tecnologie, alle manipolazioni, all’uso “improprio”, imperfetto appunto, del linguaggio e delle sue strategie. Luogo dello scarto e del ritardo, della mancata corrispondenza ad un modello inteso come assoluto, l’imperfezione apre così uno spazio di libertà dove elaborare pratiche impensate e mai viste, cogliendo la sfida delle mancanze possibili, dell’inadeguatezza ai ruoli prestabiliti e istituzionali e giungendo finanche ad un loro rifiuto o capovolgimento. Gli interventi delle relatrici presentano una prima esplorazione di questo spazio di soggettività imprevisto, celato e spesso misconosciuto dall’ombra dell’imperfezione.