FAScinA 2016 || CfP

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2016

Sassari 13-15 ottobre 2016

Essere (almeno) due. Donne nel cinema italiano

Giunto alla quinta edizione, il Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi conferma la vocazione alla pluralità di approcci e sconfinamenti possibili, che lo ha caratterizzato fin dal principio. L’appuntamento del 2016 mette a tema le relazioni femminili all’interno del panorama italiano del cinema e degli audiovisivi.

I lavori del Forum saranno pubblicati in un volume di studi presso le Edizioni ETS nella collana FAScinA, diretta da Lucia Cardone e Mariagrazia Fanchi.

Inoltre, per la prima volta, una anticipazione dei temi e dei contenuti del Forum verrà pubblicata, grazie alla collaborazione con le direttrici Stefania Rimini e Maria Rizzarelli, nella sezione Galleria della rivista «Arabeschi» che sarà presentata durante i lavori di FAScinA 2016.

Le interessate possono inviare una proposta di intervento (titolo e abstract) a fascina.forum@gmail.com entro il 30 luglio 2016.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) per la pubblicazione su «Arabeschi» entro il 5 settembre 2016.

La lingua del Forum è l’italiano.

Come nelle precedenti edizioni, anche per FASCinA 2016 le studiose di cinema e di audiovisivi sono chiamate ad approfondire una specifica key word, declinandola ciascuna nel proprio campo di interessi, con l’obiettivo di cercare una nuova prospettiva sulla storia del cinema e dei media e, soprattutto, di mettere a fuoco i lavori e le attività delle donne all’interno della filiera filmica italiana.

A guidare questo nuovo percorso alla ricerca delle donne del cinema italiano è una eco, che risuona fin dal titolo, di Luce Irigaray, e precisamente del suo Essere due (1994). Da lì e dunque da un testo che disegna il mondo a partire dalla differenza sessuale in azione e in continuo dialogo con l’altro da sé, è tratto il filo di un pensiero che vorremmo ritessere all’interno della produzione filmica e audiovisiva nazionale, uno scenario per lungo tempo  tratteggiato come monosessuato, quasi fosse abitato da un (dal) soggetto unico.

Negli ultimi anni anche in Italia cominciano a prendere corpo altre narrazioni, storie diverse che, mutando la prospettiva, aprendosi alla concretezza delle pratiche (il fare) e misurandosi con la molteplicità delle esistenze (le vite), lasciano intravedere un paesaggio cinematografico più ampio, in tensione e in divenire, un paesaggio vivificato dalla presenza delle donne. Guardando a questo panorama nuovo, che per molti versi è ancora incerto e lacunoso, ci accorgiamo che per esistere e porsi come soggetto è essenziale, per le donne, essere almeno due, ossia fare leva sulle energie e le risorse della relazione femminile. Difatti, il reciproco affidamento, le varie tattiche e strategie di sostegno, di complicità, o semplicemente di vicinanza, ancor prima che il femminismo ne riconoscesse il potenziale rivoluzionario, sono tratti ritornanti nei vissuti di molte donne, comprese quelle che si sono trovate a confrontarsi con uno spazio, quello del cinema, plasmato dallo sguardo maschile. Così, nell’esplorazione del panorama audiovisivo nazionale vorremmo mettere a tema proprio questi legami fra donne – intrecciando e in parte forzando il filo di Irigaray – per indagare le fantasiose e a volte invisibili potenzialità delle relazioni femminili.

Studiare le donne cercandone almeno due significa invero scardinare alcuni luoghi comuni e abitudini di pensiero sottilmente misogine che hanno informato, e ancora in parte informano, le narrazioni correnti. Ci riferiamo anzi tutto all’idea che le peggiori nemiche delle donne siano le donne stesse; ed anche al convincimento che sia il talento e la genialità di una singola a fare la differenza, consentendole di affermarsi da sé sola nel mondo maschile. Certo, la storia delle donne nel cinema si può raccontare anche in questi termini, mettendo al centro l’antagonismo e la contrapposizione fra soggetti. Ma questa è una storia che non ci interessa giacché riduce le pratiche e le esistenze concrete alla antica dialettica servo-padrone e tralascia l’essenziale, ossia manca di mettere in luce le opportunità di mutamento prodotte (o anche soltanto promesse) dall’ingresso delle donne, intese come soggettività nuova e plurale, nel quadro della produzione filmica (e nel mondo).

Chiediamo dunque alle autrici di immaginare dei ritratti doppi, di cogliere le registe, le attrici, le produttrici, le montatrici e, nel loro insieme, le fautrici del cinema italiano in relazione fra loro, almeno due, appunto. Non dovrà trattarsi necessariamente di una collaborazione o di una relazione avvenuta nella vita reale, ma potranno trovare spazio in questa galleria anche consonanze simboliche, rapporti ideali consumati magari a distanza di decenni (recuperati in sede critica o già evocati in qualche misura dalle protagoniste stesse), senza dimenticare il versante della rappresentazione e i legami agiti sugli schermi dalle personagge. Strade percorse insieme, migrazioni di senso, sovrapposizioni, eredità, trasmissione di saperi: per provare a raffigurare la differenza femminile in azione, e per costruire un racconto capace di restituire i passi imprevisti di quelle donne che, in vari modi, si sono accompagnate e si accompagnano nel lavoro per il cinema e nelle sue storie.

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Aperture e complessità: l’imperfezione nel cinema delle donne

Il tema della quarta edizione di FAScinA- Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi è l’imperfezione nel cinema e negli audiovisivi delle donne, filo conduttore che lega gli 8 “panel” nei quali si articoleranno le giornate del Forum: 1/ Scampoli, avanzi, scarti; 2/ Cinema e scritture femminili/ Deledda reloaded; 3/attorno alle biografie/ Vite imperfette; 4/ Sui generis / Fuori dal canone; 5/ La scrittura del sé / Narrarsi e riconoscersi imperfette; 6/ Altre imperfezioni / Video / Performance / Editoria; 7/ Personagge / Ruoli / Volti imperfetti; 8/ Imperfezione: corpo a corpo.

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I lavori si apriranno con un omaggio a Grazia Deledda, offerto dalla prima assoluta del video di Giusy Calia realizzato in esclusiva per FAScinA_2015, al quale seguirà la proiezione di Cenere, nella versione restaurata dalla Cineteca Sarda.

La seconda giornata sarà incentrata sulle narrazioni biografiche, descritte ed analizzate dalle varie studiose. Fra queste Micaela Veronesi, muovendo proprio dalle circostanze della vita, metterà in evidenza la personalità eclettica della regista, scrittrice e pittrice Lorenza Mazzetti ed analizzerà il tema dell’imperfezione in termini stilistici, metaforici ed esistenziali. Allo stesso modo, Farah Polato darà voce alla sofferenza prodotta dal sentimento dell’imperfezione femminile e della mancata corrispondenza ad un modello posto come indiscutibile attraverso Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi che, come è noto, ha utilizzato il found footage e i film di famiglia per ricomporre visivamente il malessere di una figura materna che non ha mai trovato un posto nel mondo. Nella stessa direzione la regista Antonietta De Lillo, presa in esame da Bernadette Luciano, ha riutilizzato immagini preesistenti e inizialmente “scartate” nel montaggio di Ogni sedia ha il suo rumore per delineare la figura di Alda Merini, la sua vita pubblica e privata, realizzando così, a partire dagli scarti, un nuovo documentario intitolato La pazza della porta accanto. Cristina Colet, che si occupa di cinema cinese, descriverà come la volontà di non adeguarsi ad un modello prestabilito abbia trovato in Yang Naimei, autrice e produttrice attiva negli anni ’20, una energica a tenace portavoce nel lontano Oriente.

La tematica dell’imperfezione si manifesta attraverso innumerevoli forme: ne è un esempio il lavoro di Liliana Cavani, indagato da Maria Giovanna Piano, in una prospettiva filosofica, confrontandolo con la figura e il pensiero di Simone Weil, e da Francesca Brignoli, che guarda invece al versante dei personaggi e della recitazione. Cavani sperimenta un cinema dove i protagonisti non sono interpretati esclusivamente da donne, ma il vero protagonista è la ricerca della completa adesione a se stessi, attuata soprattutto da figure maschili che, nel cinema della regista, sono portatrici di un pensiero, di passioni e di furori solitamente attribuite ai personaggi femminili. La fluidità tra generi, la contaminazione fra maschile e femminile diviene per Cavani uno spazio di libertà nel quale si spinge in esplorazione. Un’altra forma di libertà, esaminata da Monica Dall’Asta, si esprime nel Cinema irregolare di Patrizia Vicinelli, dove la biografia dell’autrice si intreccia ai film nei quali ha recitato e in quelli ai quali ha collaborato. Un elemento ricorrente nel suo cinema è il rimando al privato, al film di famiglia, allo stile intimo e frammentato degli home movie, messo in atto dalla sperimentazione cinematografica con l’intento di tramandare l’immagine della propria vita quotidiana, delle proprie relazioni, dei propri amori e delle proprie ossessioni, perfino del proprio viso e del proprio corpo. L’intento di mostrare la quotidianità, in particolare il lavoro delle donne degli anni Sessanta e Settanta, è presente anche nel documentario Essere Donne di Cecilia Mangini, che Dalila Missero utilizzerà per segnare le tappe dello sviluppo verso il riconoscimento del ruolo femminile nella lotta di classe.

Le nuove tecnologie, soprattutto l’immagine elettronica, si sono presentate come alternative imperfette all’immagine cinematografica e sin dal loro esordio hanno stimolato interesse nelle studiose e nelle artiste, autentiche pioniere del video, che volevano distanziarsi dai media dominanti. Sandra Lischi mostrerà come oggi la tecnologia, che non ha più l’innata imperfezione degli inizi, tenda a simulare la “sfilacciatura” originaria, ricreandola attraverso tecniche sperimentali. Sempre sul versante elettronico, Elena Marcheschi mostrerà come, recentemente, sia cresciuto il numero di artiste di livello internazionale che hanno trovato nelle tecnologie innovative – l’animazione sperimentale in 2D o 3D – un significativo spazio di espressione. Le artiste prese in esame, tra cui Gemma Burditt, Urte Zintler, Izabela Plucinska, hanno descritto il tema dell’Imperfezione attraverso l’animazione sperimentale, nella quale convergono documentari, videogame e performance.

Siamo di fronte alla performance anche con l’opera di Orlan: artista, per sua stessa definizione, “multimediale, pluridisciplinare e/o interdisciplinare”. Simona Arillotta illustrerà come Orlan abbia deciso di mettere il suo corpo di donna-artista al centro dell’opera, in particolare attraverso un ciclo di nove interventi chirurgici ai quali l’artista si è sottoposta per fabbricare da sé la propria immagine.

Nella terza giornata del Forum l’imperfezione, con Mariagrazia Fanchi, si ripresenta nella questione della mancata conciliazione famiglia-lavoro, più in particolare donne-lavoro. La tematica della famiglia verrà poi approfondita da Sara Sally Hill, la quale si soffermerà sul tema della maternità e della disabilità, sulle ansie e i timori di donne che sentono di non coincidere con le immagini di madri infallibili imposte dalle convenzioni sociali.

Rosamaria Salvatore proporrà due volti imperfetti di donne tenaci, ferme nelle loro decisioni che, nonostante le avversità, rimangono fedeli al proprio desiderio: è il caso di Ree, giovane protagonista di Un gelido inverno, che riesce a salvare la propria vita e la propria casa, fronteggiando la violenza e l’odio di uomini e donne, senza mai recedere dal suo progetto. Anche Ida, giovane novizia all’interno di un convento, protagonista del film omonimo, è costretta ad affrontare eventi traumatici che la conducono a porsi delle domande e mettersi in discussione, ma in entrambi i film le figure femminili antepongono il proprio desiderio alla domanda dell’Altro, delineandosi come figure della forza femminile. Al contrario, l’intervento di Alice Cati porrà l’attenzione sulla vulnerabilità delle donne causata da morbo di Alzheimer e su come questo conduca alla perdita di memoria e quindi a una conseguente e assoluta perdita di sé.

Anna Antonini si occuperà invece delle protagoniste del cinema di Miyazaki Hayao: donne che ricercano collaborazione e rispetto nelle figure maschili, che vivono lo scontro tra le aspettative sociali e i desideri personali e si mettono continuamente alla prova, includendo nelle loro scelte i personaggi maschili, in una rapporto egualitario. Anche Elisa Uffredduzzi mostrerà come, già nel tango del cinema muto italiano, attraverso alcune significative scene di danza, la donna-attrice-danzatrice tentava di sfuggire al ruolo passivo di seguidora che generalmente ricopriva.

L’imperfezione delle donne, secondo Simona Busni, è riscontrabile anche nel melodramma dove le protagoniste sono mute, isolate, vittime di un impulso scettico irrisolvibile che le porta a dubitare degli altri e del proprio sentire e che le conduce lungo il crinale dell’inespressività assoluta.

I diversi interventi, muovendo da molte e a volte distanti prospettive di indagine, mostrano di accogliere sapientemente la scommessa di FAScinA_2015. Una scommessa che mira a ripercorrere la storia del cinema e dei media dal punto di vista delle donne proprio a partire dall’idea di imperfezione, della quale si seguono le tracce nel primo cinema, nel muto, fino ad arrivare alla contemporaneità, alla produzione audiovisiva degli ultimi anni, assai disponibile, grazie alle nuove tecnologie, alle manipolazioni, all’uso “improprio”, imperfetto appunto, del linguaggio e delle sue strategie. Luogo dello scarto e del ritardo, della mancata corrispondenza ad un modello inteso come assoluto, l’imperfezione apre così uno spazio di libertà dove elaborare pratiche impensate e mai viste, cogliendo la sfida delle mancanze possibili, dell’inadeguatezza ai ruoli prestabiliti e istituzionali e giungendo finanche ad un loro rifiuto o capovolgimento. Gli interventi delle relatrici presentano una prima esplorazione di questo spazio di soggettività imprevisto, celato e spesso misconosciuto dall’ombra dell’imperfezione.

FAScinA 2015: il programma

L’imperfezione nel cinema delle donne. Spazi imprevisti di libertà femminile

Sassari 5-7 novembre 2015

Nuovo logo verde

5 novembre, aula Eleonora d’Arborea, Università di Sassari, Sede centrale, piazza Università 21 – Sassari 

h. 17:00

Saluti e apertura dei lavori

panel: scampoli, avanzi, scarti

coordina Lucia Cardone, Università di Sassari 

h. 17:30 proiezione di Il riuso creativo a cura di Nevina Satta (Fondazione Sardegna Film Commission)


panel: Cinema e scritture femminili/ deledda reloaded

coordina Micaela Veronesi (Ricercatrice indipendente, Torino)

h. 18:00

Proiezione di Per “Grazia” ricevuta, video e immagini di Giusy Calia

Grazia va al Nobel. Immaginare un nuovo film deleddianoGabriella Rosaleva (regista) e Luisa Cutzu (Università di Sassari)

Proiezione di Cenere (Febo Mari, 1916) con una introduzione di Cristina Jandelli (Università di Firenze) e Alessandra Sento (Società Umanitaria-Cineteca Sarda)

6 novembre, aula Eleonora d’Arborea, Università di Sassari, Sede centrale, piazza Università 21 – Sassari 

h. 9:00

panel: attorno alle biografie/ vite imperfette

coordina Cristina Jandelli, Università di Firenze

Micaela Veronesi (Ricercatrice indipendente, Torino), Il cinema dell’Io. Lorenza Mazzetti e l’imperfezione come esperienza biografica 

Giulia Fanara (Università La Sapienza, Roma), Biografie imperfette e cineaste emozionate: immagini di santità, erotismo, rivoluzione, follia

Farah Polato (Università di Padova), Strappare/riannodare la trama simbolica 

Bernadette Luciano (University of Auckland), Dal “gioiellino” agli “scarti”. Antonietta De Lillo e i due ritratti di Alda Merini 

Cristina Colet (Università di Torino), Yang Naimei: una diva al servizio di un’impresa imperfetta

h. 11:00 pausa caffè


h. 11:30

panel: sui generis / fuori dal canone

coordina Chiara Tognolotti, Sarah Lawrence College, Firenze

Maria Giovanna Piano (IFOLD, Cagliari), La presenza carsica di Simone Weil nel cinema di Liliana Cavani. Interno berlinese o la via dell’Eros

Francesca Brignoli (Ricercatrice indipendente, Pavia), Uomini nel cinema di Liliana Cavani. Strategie di libertà

Dalila Missero (Università di Bologna), Una questione di priorità: la politica imperfetta di Cecilia Mangini, donna, regista e militante in Essere donne (1965)

Monica Dall’Asta (Università di Bologna), Il cinema irregolare di Patrizia Vicinelli

h. 13:30 pausa pranzo


6 novembre, aula Eleonora d’Arborea, Università di Sassari, Sede centrale, piazza Università 21 – Sassari 

h. 15:00

panel: la scrittura del sé / narrarsi e riconoscersi imperfette.

coordina Daniela Aronica, Universitat de Barcelona

Federica Villa (Università di Pavia), Immagini ai margini della vita: motherhood tra infanzia e vecchiaia

Barbara Grespi (Università di Bergamo), Aesthetic surgery e produzione del volto “perfetto”: la diva, il canone e il manuale del chirurgo

Deborah Toschi (Università di Pavia), Camouflage etnico tra makeup e makeover

Martina Panelli (Université Paris 8, Vincennes-Saint Denis e Università di Udine), Né l’uno, né l’altro. Intossicazione volontaria e dispersione di identità in Paul B. Preciado

Simona Pezzano (Università IULM, Milano), Proiezioni informi: il mondo fantastico e onirico di Nathalie Djurberg

h. 17:00 pausa caffè


h. 17:30

panel: altre imperfezioni / video / performance / editoria

coordina Mariagrazia Fanchi, Università Cattolica di Milano

Sandra Lischi (Università di Pisa), Imperfezioni elettroniche

Elena Marcheschi (Università di Pisa), L’animazione sperimentale al femminile: linguaggi ibridi per mondi imperfetti

Simona Arillotta (Università Cattolica di Milano), Hoc est enim corpus meum: forme e pratiche di resistenza nelle performance di Orlan

Daniela Aronica (Universitat de Barcelona), I «Quaderni del CSCI». Rivista annuale di cinema italiano: un progetto (im)perfetto

Presentazione di «Quaderni del CSCI», 11, 2015, Storie in divenire: le donne nel cinema italiano, a cura di Lucia Cardone, Cristina Jandelli e Chiara Tognolotti


7 novembre, aula Eleonora d’Arborea, Università di Sassari, Sede centrale, piazza Università 21 – Sassari 

h. 9:00

panel: personagge / ruoli / volti imperfetti 1/2

coordina Cristina Jandelli, Università di Firenze

Mariagrazia Fanchi (Università Cattolica di Milano), Conciliazioni imperfette. Il tema della conciliazione donna, famiglia e lavoro nei film “di interesse culturale” del decennio 2005-2014

Chiara Tognolotti (Sarah Lawrence College, Firenze), Le “madri imperfette” di Anna Magnani: Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma

Sarah (Sally) Hill (Victoria University of Wellington), Madri imperfette: maternità e disabilità nel cinema italiano contemporaneo

Sara Martin (Università di Udine), Lupo solitario, L’Araba Fenice. Il trionfo delle donne imperfette nella neotelevisione italiana

Rosamaria Salvatore (Università di Padova), “Includimi Fuori”. Ree e Ida, donne fedeli al proprio desiderio

h. 11:00 pausa caffè


h.11:30

panel: personagge / ruoli / volti imperfetti 2/2

coordina Sandra Lischi, Università di Pisa

Elisa Uffreduzzi (Università di Firenze), Tango, tangueras e seguidoras: “passi falsi” nel cinema muto italiano

Elena Mosconi (Università di Pavia), Sante lo si è solo dopo. L’immagine delle donne nelle filmine educative

Alice Cati (Università Cattolica di Milano), Perdersi. Donne e Alzheimer nella rappresentazione mediale contemporanea

Anna Antonini (Ricercatrice indipendente, Gorizia), Indipendenza e collaborazione: caratteristiche psicologiche e ruoli dei personaggi femminili nel cinema di Miyazaki Hayao

h. 13:30, pausa pranzo


7 novembre, aula Eleonora d’Arborea, Università di Sassari, Sede centrale, piazza Università 21 – Sassari 

h. 15:00

panel: imperfezione: corpo a corpo

coordina Rosamaria Salvatore, Università di Padova

Giovanna Maina (Editor di «Porn Studies», Ricercatrice indipendente, Trieste), Quando le donne avevano la coda. Il corpo femminile grottesco nell’erotico italiano

Simona Busni (Università della Calabria), Corpi senza voce: le donne imperfette del melodramma

Maria Teresa Soldani (Università di Pisa), Post-punk e new wave nel corpo filmico di Marie Antoinette: un’imperfezione documentale per riscrivere la storia

h. 16:00, chiusura dei lavori

Verso FAScinA 2015: da dove veniamo

Il primo appuntamento di FAScinA si è svolto nel 2011 quando numerose studiose di cinema e audiovisivi, di letterate e di filosofe si sono riunite all’Università di Sassari per discutere della scrittura delle donne nel cinema italiano, indagando figure di registe, sceneggiatrici e soggettiste. L’incontro è stato talmente stimolante e fecondo che ne è scaturito un volume intitolato Cinema e scritture femminili. Letterate italiane tra la pagina e lo schermo ed è nato il forte desiderio di rendere il convegno un appuntamento fisso, annuale ed imperdibile. A partire da questo momento la promessa di rincontrarsi ogni anno per discutere i nodi che ancora non erano stati sciolti è stata mantenuta per gli anni successivi, fatta eccezione per il 2013.

Nuovo logo verdeIn seguito il convegno non solo ha trovato un’identità più salda e un nome, un acronimo FAScinA – Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi, creando anche un punto di riferimento nell’Università di Sassari e soprattutto un forte legame tra studiose dell’Ateneo turritano e le ricercatrici di altri prestigiosi Atenei (quali le Università di Firenze, di Pisa, di Pavia, di Roma, della Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Sarah Lawrence College, e molti altri). Ed è stata fondata anche una collana di volumi,  presso le Edizioni ETS, nata dal desiderio di costruire uno spazio editoriale capace di valorizzare le ricerche delle «donne che studiano le donne», pubblicando lavori collettanei e monografie dedicati ai Women’s Studies di ambito cinematografico e mediale. Così le riflessioni scaturite dal Forum del 2014 sono state raccolte nel primo volume della collana FAScinA, intitolato Filmare il femminismo. Studi sulle donne nel cinema e nei media a cura di Lucia Cardone e Sara Filippelli.
L’obiettivo che si propongono di raggiungere le studiose per la quarta edizione del Forum è quello di indagare l’imperfezione del cinema delle donne, analizzato e approfondito attraverso i singoli campi di interesse e ricercando una nuova chiave di lettura della storia del cinema e dei media. Le riflessioni di quest’anno muoveranno dal concetto d’imperfezione inteso anche come un possibile spazio di libertà dove sperimentare pratiche impensate ed impreviste per la produzione di film e audiovisivi, che si distanziano fortemente dagli standard e dai modelli di riferimento ed evidenziano la differenza femminile.

Il Forum si terrà dal 5 al 7 Novembre nella sala Eleonora d’Arborea a Palazzo Università e il tema di quest’anno è L’imperfezione nel cinema delle donne. Spazi imprevisti di libertà femminile e si articolerà in varie direzioni: dalle storie di vite imperfette alle narrazioni del sé, dalle imperfezioni elettroniche all’utilizzo di materiali imperfetti – scampoli, scarti – in una pratica di riuso creativo. Ad aprire i lavori, sarà poi una imperdibile sessione dedicata a cinema e scritture femminili: Deledda reloaded, un momento di riflessione sulle feconde imperfezioni del cinema deleddiano (per saperne di più leggi il programma).